Inchiesta svela come la Russia compra l’informazione nel Sud globale

Inchiesta svela come la Russia compra l’informazione nel Sud globale

K metro 0 – Londra – Seicento dollari per un articolo in Benin, 700 in Senegal, fino a 2.500 per uno in Argentina, e 10.000 per un pezzo sulla Libia. Sono cifre disarmanti emerse dai documenti interni di una vasta rete di disinformazione russa, la cui esistenza e portata sono state rivelate da un’inchiesta internazionale

K metro 0 – Londra – Seicento dollari per un articolo in Benin, 700 in Senegal, fino a 2.500 per uno in Argentina, e 10.000 per un pezzo sulla Libia. Sono cifre disarmanti emerse dai documenti interni di una vasta rete di disinformazione russa, la cui esistenza e portata sono state rivelate da un’inchiesta internazionale coordinata da Forbidden Stories. Il tutto grazie a una fuga di dati senza precedenti.

Forbidden Stories è un network internazionale di giornalisti no-profit, fondato nel 2017, la cui missione è proseguire e pubblicare le inchieste di reporter minacciati, imprigionati o uccisi. L’obiettivo principale è garantire che le informazioni cruciali su corruzione, ambiente e diritti umani non vengano censurate, rendendo inutile la violenza contro la stampa.

La rete rivela dunque cosa succede dietro le quinte di questa organizzazione. Sostenute da significative risorse finanziarie e dirette dal servizio di intelligence straniero russo, l’SVR, tali operazioni si estendono dal Mali alla Bolivia, attraverso il Sudafrica. Ognuno di loro mira a plasmare l’opinione pubblica e consolidare gli interessi di Mosca all’estero.

Tre milioni di euro dedicati alla disinformazione

Un totale di 76 documenti interni della rete di disinformazione, chiamata internamente “the company”, sono stati inviati in forma anonima al caporedattore del media panafricano The Continent. Questi files, che comprendono 1.431 pagine in russo, includono piani strategici, biografie dei dipendenti, rapporti operativi, registrazioni contabili e sintesi delle campagne di disinformazione condotte tra gennaio e novembre 2024. Un consorzio composto da Forbidden Stories, The Continent, All Eyes On Wagner, Dossier Center, openDemocracy, iStories e diversi giornalisti indipendenti di lingua russa ha condotto un’indagine durata settimane su questi materiali. Attraverso ricerche open source, confronti con indagini precedenti e l’esperienza di fonti di sicurezza europee, il consorzio ha confermato che i documenti e il loro contenuto sono autentici.

La fuga di dati offre una visione unica delle operazioni di influenza russe sviluppate a San Pietroburgo e poi dispiegate in più di 30 paesi.

La rete è tentacolare. Quasi 90 politologi – ovvero spin doctor russi, specialisti in pubbliche relazioni ed esperti di campagne sui social media – viaggiano in tutta l’Africa e l’America Latina mantenendo un collegamento diretto con gli uffici della loro organizzazione a San Pietroburgo. Non si tratta affatto di campagne di lobbying tradizionali, ma di un mix di influenza politica, disinformazione e stretti legami con i servizi di sicurezza, ben oltre le pratiche usuali nel settore.

The company lavorò “per cacciare gli Stati Uniti e la Francia dal continente africano”. In Bolivia, i suoi agenti cercarono di distogliere l’attenzione della popolazione dopo che il regime amico al potere era stato accusato di aver inscenato un falso colpo di Stato. In Senegal, hanno sviluppato “uno scenario per una presa di potere militare”: in altre parole, un colpo di Stato. Secondo i documenti, il budget per 10 mesi di lavoro, da gennaio a ottobre 2024, era di quasi 7,3 milioni di dollari. Ciò equivale a circa 750.000 dollari al mese per coordinare la “scienza politica” e le componenti mediatiche del progetto complessivo di influenza russa.

Il pagamento in cambio di copertura mediatica è una delle tattiche principali utilizzate da queste operazioni. Centinaia di giornalisti sono stati reclutati per diffondere i punti di discussione dell’azienda.

I documenti trapelati identificano la stazione radio centrafricana Lengo Sengo, che ha respinto la prima indagine di Forbidden Stories per le sue “false accuse”, come uno dei protagonisti della campagna russa nella Repubblica Centrafricana. Nel maggio 2024, un budget di quasi 100.000 dollari è stato stanziato in parte per finanziare l’attività dell’emittente. A quel tempo, la Repubblica Centrafricana era il paese con la spesa più alta, seguito dal Mali, dal Sudafrica e poi dal Niger. Ciascuno di essi rappresenta le ambiziose aspirazioni della Compagnia nella regione.

La rete era in origine gestita da associati di Yevgeniy Prigozhin, l’oligarca morto in un misterioso incidente aereo nell’agosto 2023, due mesi dopo il suo fallito ammutinamento contro il Cremlino. Ma, invece che scomparire con il suo fondatore, l’organizzazione si è riorganizzata e rafforzata. Secondo fonti di intelligence europee citate nell’inchiesta, già alla fine del 2023 il controllo era passato all’Svr, il servizio di intelligence estero russo, che da ruolo di supporto è passato alla supervisione diretta delle operazioni.

Tra i protagonisti di questa transizione figurano tre ex luogotenenti di Prigozhin: Sergej Maškeviĉ, descritto nei documenti come il “cervello” della rete; Sergej Kljukin, che coordina le unità di analisi da San Pietroburgo; e Artem Gornyj, responsabile della logistica e delle spese. I loro nomi emergono da documenti che includono rapporti strategici, biografie dei dipendenti, rendiconti contabili e biglietti aerei per Bamako, Johannesburg e Dubai.

Le tattiche sono collaudate. Dopo una fase preparatoria di mappatura degli attori locali e infiltrazione tra i leader d’opinione, vengono lanciate operazioni di destabilizzazione amplificate dai media locali. In Namibia, prima delle elezioni presidenziali del 2024, gli operatori russi hanno fabbricato e diffuso una lettera falsa attribuita al Regno Unito, accusandolo di finanziare segretamente l’opposizione. Secondo le stime di “the Company”, la notizia ha raggiunto 1,7 milioni di persone sui social media, screditando l’opposizione e rafforzando il partito al governo filo-russo.

In maniera trasversale a tutte le aree target, i piani russi includono una componente anti Ucraina. In diversi Paesi africani, una campagna coordinata intitolata “L’Ucraina è un Paese che sostiene i terroristi in Africa” dimostra come Mosca cerchi di imporre una narrazione globale progettata per legittimare l’invasione del paese vicino. In Argentina, nell’agosto 2024, “the Company” rivendica la responsabilità dello srotolamento di uno striscione contro il sostegno a Kiev durante una partita di calcio di prima divisione allo stadio Libertadores de América. Un episodio apparentemente isolato che fa invece parte di una strategia molto più ampia.

I documenti sono naturalmente di parte e gli autori tendono a magnificare i propri successi. Tuttavia, la scala e la regolarità di queste campagne indicano una strategia globale a lungo termine.

di Red/SD

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