K metro 0 – Teheran – La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, è stata uccisa in un massiccio attacco attribuito a Israele e agli Stati Uniti. La notizia è stata confermata nelle prime ore di domenica dai media statali iraniani, aprendo una fase di profonda incertezza per il futuro della Repubblica Islamica e alimentando
K metro 0 – Teheran – La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, è stata uccisa in un massiccio attacco attribuito a Israele e agli Stati Uniti. La notizia è stata confermata nelle prime ore di domenica dai media statali iraniani, aprendo una fase di profonda incertezza per il futuro della Repubblica Islamica e alimentando timori di una possibile destabilizzazione dell’intera regione.
Secondo le ricostruzioni ufficiali, l’86enne leader religioso sarebbe morto in un attacco aereo che ha colpito il suo complesso nel centro di Teheran. Immagini satellitari diffuse da Airbus mostrerebbero gravi danni e bombardamenti estesi nell’area interessata.
Il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato la morte di Khamenei alcune ore prima, dichiarando che l’evento rappresenterebbe per il popolo iraniano la “più grande opportunità” per “riprendersi” il proprio Paese. Trump, ha affermato in un’intervista telefonica all’emittente “Abc News” di aver “un’idea molto chiara” sulla prossima leadership in Iran dopo l’eliminazione della Guida suprema Ali Khamenei.
La televisione di Stato iraniana ha sottolineato che la morte della Guida Suprema, avvenuta nel suo ufficio, dimostrerebbe come egli sia rimasto “tra il popolo e in prima linea nelle sue responsabilità” fino all’ultimo, affrontando quella che le autorità definiscono “arroganza globale”.
Nato il 19 aprile del 1939 a Mashad, Khamenei iniziò il percorso di studi in una ‘maktab’, l’allora scuola elementare. Il figlio secondogenito dell’hojatoleslam Javad Khamenei frequentò poi il seminario di Mashad, dove frequentò le lezioni del grande ayatollah Milani. Il giovane Khamenei lasciò l’Iran a 18 anni per svolgere un pellegrinaggio a Najaf, città irachena che ebbe un ruolo importante nella vita della Guida Suprema. L’anno dopo si spostò a Qom, dove fino al 1964 seguì gli insegnamenti di alcuni degli ayatollah più famosi dell’epoca, tra cui l’ayatollah Borujerdi e Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica.
L’episodio segna un momento cruciale nella storia recente dell’Iran e potrebbe avere ripercussioni significative sugli equilibri politici e militari del Medio Oriente. Infatti, nel lungo corso del suo dominio sull’Iran, Khamenei costruì un’articolata architettura di sicurezza fondata sull’ ‘Asse della resistenza’: una rete di alleanze e milizie in Libano, Siria, Iraq e Yemen, concepita per proiettare l’influenza iraniana e contenere Israele e gli Stati Uniti.
La guerra a Gaza ha però segnato un punto di svolta. Durante il conflitto, diversi leader e comandanti di Hamas, Hezbollah e degli Houthi furono uccisi in operazioni mirate, indebolendo una struttura che per anni aveva rappresentato il principale strumento di deterrenza regionale di Teheran. Quella rete, pensata per circondare Israele e garantire profondità strategica alla Repubblica islamica, divenne progressivamente sempre più fragile, sotto pressione militare e politica, fino al ‘colpo di grazia’ rappresentato dalla caduta di Assad a Damasco.













