Iran, proteste e tensioni internazionali dopo la morte di Khamenei

Iran, proteste e tensioni internazionali dopo la morte di Khamenei

K metro 0 – Islamabad – La morte della guida suprema iraniana, Ali Khamenei, ucciso sabato durante un’operazione congiunta condotta da Israele e Stati Uniti in Iran, ha provocato un’ondata di reazioni e manifestazioni in diverse parti del mondo. Se una parte della popolazione iraniana vede nell’evento un possibile punto di svolta politico, numerosi sostenitori

K metro 0 – Islamabad – La morte della guida suprema iraniana, Ali Khamenei, ucciso sabato durante un’operazione congiunta condotta da Israele e Stati Uniti in Iran, ha provocato un’ondata di reazioni e manifestazioni in diverse parti del mondo. Se una parte della popolazione iraniana vede nell’evento un possibile punto di svolta politico, numerosi sostenitori della Repubblica islamica sono scesi in piazza per esprimere rabbia e cordoglio.

In Pakistan, a Karachi, centinaia di giovani hanno tentato di assaltare il consolato statunitense. Gli scontri con le forze di sicurezza hanno causato almeno nove morti e una ventina di feriti. Manifestazioni si sono svolte anche a Lahore, Skardu e nei pressi dell’enclave diplomatica di Islamabad. In Iraq, dove è stato proclamato un lutto nazionale di tre giorni, centinaia di persone hanno cercato di raggiungere l’ambasciata americana a Baghdad, affrontando la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni.

Il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica Ali Larijani,, ha messo in guardia contro ogni tentativo di “dividere il Paese”, dopo l’uccisione di Khamenei. “I gruppi che cercano di dividere l’Iran devono sapere che non lo tollereremo”, ha dichiarato Larijani in un’intervista trasmessa dalla televisione di stato, invitando gli iraniani a unirsi.

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian dal canto suo ha dichiarato che vendicare la morte della guida suprema rappresenta un “diritto e dovere legittimo” per l’Iran, definendo l’accaduto una “dichiarazione di guerra”. Cortei si sono tenuti anche nel Kashmir amministrato dall’India, segnalando una crisi dalle possibili ripercussioni globali.

Joseph Villeroy
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