K metro 0 – Beirut – Mentre proseguono gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran, con raid contro Teheran e altre città, il conflitto si allarga in tutto il Medio Oriente. Si apre un nuovo fronte in Libano, che coinvolge anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah. Nella periferia sud di Beirut, gli attacchi israeliani
K metro 0 – Beirut – Mentre proseguono gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran, con raid contro Teheran e altre città, il conflitto si allarga in tutto il Medio Oriente. Si apre un nuovo fronte in Libano, che coinvolge anche gruppi militanti filo-iraniani come Hezbollah. Nella periferia sud di Beirut, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone ferendone 149, riferisce il ministero della Salute libanese. Migliaia di persone hanno lasciato il sud del Libano e la valle della Bekaa dirigendosi verso nord, mentre nei sobborghi meridionali di Beirut tante famiglie abbandonavano le proprie case dopo i raid israeliani della notte.
“Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah che potrebbe includere un’invasione di terra”, ha annunciato Israele. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, è un obiettivo, dopo che il gruppo terroristico ha lanciato razzi e droni contro Israele durante la notte.
Intanto Teheran risponde ai raid con lancio di missili e droni: esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme, Tel Aviv, Dubai, Abu Dhabi e Doha. “Non negozieremo con gli Stati Uniti”, ha detto il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, chiudendo la porta ad ogni trattativa con il presidente americano Donald Trump, che ieri si era detto disponibile a parlare con Teheran.
Intanto, colonne di fumo si levano anche nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait. La sede diplomatica ha diffuso un avvertimento ai cittadini Usa, esortandoli a rifugiarsi sul posto. Inoltre, secondo quanto rende noto il ministero della Difesa del Kuwait, dopo le notizie della Cnn e dei media iraniani, stamani sono precipitati diversi caccia americani. “Tutti gli equipaggi sono sopravvissuti” e i piloti sono in condizioni “stabili”.
Anche la Francia si è detta “pronta” a partecipare alla difesa dei Paesi del Golfo e della Giordania, obiettivo in queste ore di raid dell’Iran: “Conformemente agli accordi che legano il Paese ai suoi partner e al principio della difesa collettiva”, ha dichiarato il ministro degli Esteri di Parigi.
“La Francia esprime il suo intero sostegno e la sua piena solidarietà ai Paesi amici che sono stati colpiti deliberatamente dai missili e dai droni dei Guardiani della rivoluzione e trascinati in una guerra che non hanno scelto – Arabia saudita, Emirati arabi uniti, Qatar, Iraq, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania – e si mantiene pronta a partecipare alla loro difesa”, ha dichiarato Barrot in una conferenza stampa.
Intanto, sono suonate le sirene della base britannica Raf di Akrotiri, a Cipro. Lo ha riportato dalla Tv di Stato cipriota CyBC, sottolineando che l’attacco è avvenuto poche ore dopo che la base è stata colpita da un drone che ha preso di mira la pista della base aerea. Durante una trasmissione in diretta, la CyBC ha riferito che alla base sono suonate le sirene e sono decollati aerei. La base si trova vicino alla città meridionale di Limassol.
Infine, nella Striscia di Gaza cresce la paura che il nuovo conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, possa far precipitare nuovamente il territorio in una crisi umanitaria senza via d’uscita. L’esercito israeliano ha chiuso tutti i valichi di accesso alla Striscia e la popolazione ha iniziato a prendere d’assalto i mercati nel timore di una nuova carestia. I prezzi di beni di prima necessità, come farina e latte, sono già schizzati alle stelle, minacciando la fragile stabilità raggiunta con il cessate il fuoco mediato dagli USA solo dieci giorni fa.













