K metro 0 – Beirut – L’evacuazione annunciata nei giorni scorsi nel sud del Libano ha riguardato esclusivamente personale civile delle Nazioni Unite e non i militari della missione Unifil. Lo ha dichiarato il capo della missione e comandante della forza delle Nazioni Unite nel Libano meridionale, generale Diodato Abagnara, intervenendo alla trasmissione “Start” su Sky
K metro 0 – Beirut – L’evacuazione annunciata nei giorni scorsi nel sud del Libano ha riguardato esclusivamente personale civile delle Nazioni Unite e non i militari della missione Unifil. Lo ha dichiarato il capo della missione e comandante della forza delle Nazioni Unite nel Libano meridionale, generale Diodato Abagnara, intervenendo alla trasmissione “Start” su Sky TG24.
Il generale ha spiegato che la misura ha interessato personale civile non strettamente necessario alle attività operative, trasferito fuori dall’area per ragioni di sicurezza. “Si trattava soltanto del personale civile non strettamente necessario, che è stato rilocato fuori dall’area operativa per garantire maggiore sicurezza e limitare ogni tipo di rischio”, ha affermato Abagnara, aggiungendo che la decisione non ha avuto alcun impatto sulle operazioni dei contingenti militari né sulla presenza delle truppe sul terreno.
Secondo il comandante di Unifil, la situazione nel sud del Libano resta “estremamente complessa e delicata” a causa degli scontri tra Israele e Hezbollah lungo la Linea Blu, la linea di demarcazione stabilita dalle Nazioni Unite dopo il ritiro israeliano dal Libano nel 2000. Abagnara ha spiegato che in alcune circostanze i caschi blu sono stati costretti a rifugiarsi nei bunker durante i combattimenti. “Quando siamo sotto il fuoco da entrambe le parti siamo costretti a sostare nei bunker”, ha detto, precisando tuttavia che le attività di monitoraggio e di osservazione previste dal mandato continuano regolarmente. Il comandante ha inoltre riferito che con l’attuale escalation le violazioni della Linea Blu sono aumentate in modo significativo. “Parliamo di migliaia di violazioni da parte israeliana nei confronti del territorio libanese e di centinaia di violazioni dal lato libanese verso Israele”, ha affermato. Dal Libano, ha aggiunto, si registrano lanci di missili e droni verso il nord di Israele, mentre la risposta israeliana avviene con attacchi aerei nel sud del Libano e anche nell’area di Beirut.
Abagnara ha anche segnalato che l’esercito israeliano ha rafforzato la propria presenza oltre la Linea Blu, con un aumento delle postazioni militari permanenti lungo la linea di demarcazione. “In precedenza erano presenti cinque posizioni israeliane permanenti lungo la linea di demarcazione, oggi queste posizioni superano la decina”, ha spiegato, sottolineando tuttavia che al momento non si registrano indicazioni di una grande offensiva terrestre su larga scala nel sud del Libano.
Il generale ha infine ricordato che la missione Unifil, dispiegata nel sud del Libano dal 1978 e rafforzata dopo la guerra tra Israele e Hezbollah del 2006, ha un mandato rinnovato dalle Nazioni Unite fino alla fine del 2026. Secondo Abagnara, la presenza della forza Onu resta fondamentale perché rappresenta una terza parte sul terreno capace di monitorare le violazioni e contribuire a prevenire una nuova escalation tra Israele e Libano.













