Fedi e diplomazie unite al “Tavolo dell’Iftar” di Ramadan invocano la pace

Fedi e diplomazie unite al “Tavolo dell’Iftar” di Ramadan invocano la pace

K metro 0 – Roma – Si è svolta, all’Hotel “St. Regis” di Roma centro, la II edizione de “Il Tavolo dell’Iftar-Ramadan 2026”: evento che ha saputo trasformare la tradizionale rottura del digiuno dei fedeli della comunità musulmana in un vertice diplomatico di portata mondiale. In una Capitale blindata ma aperta al dialogo, i massimi

K metro 0 – Roma – Si è svolta, all’Hotel “St. Regis” di Roma centro, la II edizione de “Il Tavolo dell’Iftar-Ramadan 2026”: evento che ha saputo trasformare la tradizionale rottura del digiuno dei fedeli della comunità musulmana in un vertice diplomatico di portata mondiale. In una Capitale blindata ma aperta al dialogo, i massimi esponenti di Cristianesimo, Islam ed Ebraismo hanno lanciato un messaggio univoco: la religione deve essere il ponte, mai il muro, tra i popoli.

La serata, promossa dalle Ambasciate della Repubblica dell’Azerbaigian e del Regno del Marocco presso la Santa Sede e organizzata dal Media International Communication Club (MICC), con il supporto della Direzione dei Musulmani del Caucaso, ha visto la partecipazione straordinaria di oltre 130 partecipanti tra ambasciatori, accademici e rappresentanti istituzionali, culturali e religiosi, riuniti in un momento storico in cui il calendario sacro, questo mese di marzo, ha visto intrecciarsi il Ramadan, l’Annunciazione e la festività di Purim.

Il Segretario di Stato vaticano, S.E. il Cardinale Pietro Parolin, ha sottolineato come la convivialità sia uno strumento politico di pace: “Sedersi a questo tavolo non è un semplice gesto di cortesia, ma un atto di resistenza spirituale alla violenza”, ha dichiarato il Cardinale, aggiungendo che “la diplomazia della Santa Sede sostiene con forza ogni spazio di incontro dove la parola prevale sulle armi. Da Roma, ribadiamo che la pace non è un’utopia, ma una costruzione quotidiana che richiede il coraggio del perdono e la lungimiranza del dialogo interreligioso”.

Dello stesso parere il Gran Mufti del Caucaso, Sheikh Allahshukur Pashazade, giunto a Roma, guidando una folta delegazione di religiosi di varie appartenenze, per testimoniare la volontà di pace: “Il digiuno ci insegna la disciplina del cuore e l’empatia verso chi soffre”, ha affermato. “Portiamo qui la voce dei popoli che desiderano la fine delle ostilità. Questo incontro dimostra che quando le fedi dialogano, i muri cadono. Siamo qui per dire che nessuna religione può mai giustificare l’odio o la distruzione dell’altro”.
“L’Azerbaigian -ha detto l’ambasciatore Ilgar Mukhtarov- è tradizionalmente un Paese dove convivono pacificamente etnie, culture e religioni differenti. In questo momento storico, diventa specialmente significativo portare intorno allo stesso tavolo rappresentanti di religioni, culture e tradizioni diverse”.

 

 

Particolarmente importante è stato il contributo del Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha evidenziato la potenza dei simboli condivisi e ha plaudito all’iniziativa. “In una stagione di profonde tensioni, il valore della convivialità assume un significato profetico”, ha osservato Di Segni. “Celebrare la gioia del Purim e rispettare la sacralità del Ramadan nello stesso spazio fisico e spirituale è il segno che le nostre tradizioni attingono alla medesima sorgente di umanità. La sapienza antica deve servire oggi a guarire le ferite del presente”.

Sono stati inoltre consegnati, a persone meritevoli, 6 titoli della serie I volti nascosti del dialogo”. Precisamente, al Gran Mufti del Caucaso, Sheikh Allahshukur Pashazade (dal Cardinale Pietro Parolin); all’ambasciatore del Kuwait presso l’Italia, Nasser Sanhat Alqahtani; all’ambasciatrice della Turchia presso l’Italia,; Elif Çomoğlu Ülgen; all’ambasciatore USA presso la Santa Sede, Brian Burch e all’ambasciatore della Repubblica dell’ Azerbaigian presso l’Italia, Rashad Aslanov.

 

L’organizzatore italo-libanese Nizar Ramadan, ha tracciato infine un bilancio dell’evento ribadendo la missione storica dell’Italia: “Il successo di questa serata conferma che il Belpaese è il baricentro naturale per il dialogo nel Mediterraneo”, ha sottolineato Ramadan. “Il ‘Tavolo dell’Iftar’ non è più solo un evento, è un cantiere aperto per costruire quel grande palazzo chiamato vita. Rimettiamo quindi, con coraggio e fiducia, l’uomo, con la sua complessità, al suo posto di custode dell’Universo. Solo così potremo superare le sfide che il nostro pianeta è chiamato ad affrontare”.

Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa