Europei, contenere la minaccia iraniana puntando a soluzione politica

Europei, contenere la minaccia iraniana puntando a soluzione politica

K metro 0 – Londra – Servirà ”un accordo negoziato” che possa ”contenere la minaccia iraniana” una volta che ”cesseranno i combattimenti” che ”hanno indebolito le capacità militari del regime iraniano”. Lo ha scritto il primo ministro britannico Keir Starmer in un post su Substack. “Ora è chiaro che l’operazione statunitense ha indebolito enormemente le

K metro 0 – Londra – Servirà ”un accordo negoziato” che possa ”contenere la minaccia iraniana” una volta che ”cesseranno i combattimenti” che ”hanno indebolito le capacità militari del regime iraniano”. Lo ha scritto il primo ministro britannico Keir Starmer in un post su Substack. “Ora è chiaro che l’operazione statunitense ha indebolito enormemente le capacità militari dell’abominevole regime iraniano, ma la domanda è: cosa succederà dopo?”, si è chiesto Starmer.

“Quando cesseranno i combattimenti, avremo bisogno di un qualche tipo di accordo negoziato per contenere la minaccia rappresentata dall’Iran, per limitare la sua capacità di ricostruire il programma nucleare, di rappresentare una minaccia missilistica balistica, di armare le sue milizie per procura e di limitare la minaccia che può rappresentare per la navigazione internazionale”, ha sottolineato il premier britannico.

In un intervista al quotidiano italiano Corriere della Sera, la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin ha detto che la stabilità dell’area del Golfo “è nell’interesse di tutti — europei, Stati della regione e anche dell’Asia — e proprio per questo, dobbiamo coordinarci. Il 20 per cento del traffico mondiale di gas e petrolio transita dallo Stretto di Hormuz. Tutti i Paesi del mondo sono indirettamente coinvolti, poiché tutti subiscono l’aumento dei prezzi. Il presidente della Repubblica francese ha lanciato un’iniziativa diplomatica in vista di una coalizione che, al momento opportuno, potrebbe gradualmente ripristinare la libertà di navigazione nella regione con tutti i partner che lo desiderassero. Siamo ancora all’inizio del processo. Quando ci saranno le condizioni, dovremo prepararci, collettivamente, a garantire il ripristino della libertà di navigazione, alla quale restiamo molto legati”. Vautrin, ha ribadito che “né la Francia né l’Europa prendono parte a questa guerra, che non abbiamo scelto. Tutte le nostre operazioni dall’inizio di questa guerra sono strettamente difensive. I canali diplomatici sono aperti per elaborare una via d’uscita dalla crisi che consenta una de-escalation e la cessazione delle ostilità. Le armi devono tacere e la diplomazia deve riprendere il sopravvento: una superiorità militare, per quanto indiscutibile, non porta mai a un esito duraturo senza una soluzione politica. Siamo molto impegnati su questo tema insieme al vostro ministro Guido Crosetto, con il quale abbiamo instaurato un ottimo rapporto di lavoro”.

Infine, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto ad al Jazeera che, “dopo la guerra, dobbiamo sviluppare un nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz che garantisca il passaggio sicuro in determinate condizioni”. Il ministro ha spiegato che “non stiamo cercando un cessate il fuoco perché non vogliamo che questo scenario si ripeta. Vogliamo una fine completa e definitiva della guerra su tutti i fronti: in Libano, Yemen, Iraq, Iran e altri paesi della regione”. Riguardo alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei, ha affermato: “È in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali”.

Joseph Villeroy
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