Ue, Mattarella: Uniti nel dire no a crisi del multilateralismo

Ue, Mattarella: Uniti nel dire no a crisi del multilateralismo

K metro 0 – Madrid – Nessun nome, nessun riferimento e nessun dettaglio specifico. Solo una critica fortissima, e un monito altrettanto duro, al sistema internazionale che si sta imponendo, fra la sistematica violazione dei trattati internazionali, la crisi del multilateralismo, l’inosservanza della Carta delle Nazioni unite, l’espandersi dei conflitti e di un presunto sovranismo

K metro 0 – Madrid – Nessun nome, nessun riferimento e nessun dettaglio specifico. Solo una critica fortissima, e un monito altrettanto duro, al sistema internazionale che si sta imponendo, fra la sistematica violazione dei trattati internazionali, la crisi del multilateralismo, l’inosservanza della Carta delle Nazioni unite, l’espandersi dei conflitti e di un presunto sovranismo assoluto insofferente alle regole ed ai trattati internazionali. A tutto questo, e a chi ne è causa, l’Europa deve sapere dire di “no”, consapevole di avere fondamenta forti che resisteranno agli attacchi di coloro che pretendono di smantellarla. Ha scelto l’Università di Salamanca – luogo di millenaria cultura ed esempio di dialogo e apertura all’altro – il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per cercare ancora una volta di dare una scossa al Continente, che deve oggi ritrovare l’ambizione dei padri fondatori, non subire le scelte altrui e indicare una visione alternativa, concreta, a chi impone la legge di chi appare più forte.

Parlando davanti a professori e studenti, in quasi trenta minuti di lectio magistralis in occasione del conferimento del dottorato honoris causa, il capo dello Stato ha ricordato a tutti come l’Europa trovi “fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili”. E proprio per questo non può e non deve “limitarsi a subire” i cambiamenti dell’ordine internazionale ma “avere il coraggio di proporre una visione alternativa alla mera legge di chi appare più forte”. È la strada che “l’Europa – ribadisce a scanso di equivoci – può e deve percorrere”. Il riferimento, neanche troppo velato, è a chi oggi pone in essere “progressivi atti di erosione del divieto di muovere guerra nelle contese internazionali”. A chi delegittima “le Corti Internazionali e dei loro giudici” negando il valore “del diritto internazionale” e “rimuovendo la storica scelta di civiltà di predisporre autorità preposte a verificarne il rispetto e a sanzionarne le violazioni”. A un “presunto sovranismo assoluto” che manifesta “un’insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati”.

Fra questi, prima fra tutte, la Carta delle Nazioni Unite che, ha ricordato il presidente, è nata “per sottrarre ai singoli Stati – non importa quanto potenti – le decisioni fondamentali su pace e sicurezza, immaginando così una nuova stagione del diritto internazionale fondata su tre pilastri: il divieto dell’uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani”. Dalla sistematica inosservanza di tutto questo – oggi più che mai palese anche guardando “all’involuzione del sistema multilaterale di controllo armamenti, che mette a rischio stabilità” – ne deriva “un vuoto, una arbitraria terra di nessuno” in cui sembra prevalere, più che la volontà di “dare vita a un progetto più efficace” quella di “eliminare quei limiti all’esercizio di una pretesa sconfinata sovranità statale”. Limiti che “erano stati definiti per impedire la prevalenza di aspirazioni egemoniche dei gruppi dirigenti in controllo dei Paesi più forti, più ricchi, meglio armati”. Davanti a questo – ha ribadito il presidente Mattarella – l’Europa deve “sapere dire ‘no’” consapevole che le sue fondamenta non cederanno. A patto di ritrovare l’ambizione dei padri fondatori e soprattutto non tradirne i valori, cosa che vorrebbe dire “abdicare” al concetto stesso di “Unione”.

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