K metro 0 – Teheran – L’Iran vuole la fine definitiva dell’attacco israelo-americano e chiede garanzie, dunque respinge la proposta di un cessate il fuoco temporaneo, mettendo sul tavolo una controproposta in 10 punti che però il presidente Donald Trump respinge confermando il suo ultimatum: “Possiamo distruggervi in poche ore”. E Teheran replica: “La retorica
K metro 0 – Teheran – L’Iran vuole la fine definitiva dell’attacco israelo-americano e chiede garanzie, dunque respinge la proposta di un cessate il fuoco temporaneo, mettendo sul tavolo una controproposta in 10 punti che però il presidente Donald Trump respinge confermando il suo ultimatum: “Possiamo distruggervi in poche ore”. E Teheran replica: “La retorica arrogante non ha effetto sulle operazioni militari”. Intanto, i nuovi raid proseguono e fanno strage nelle città iraniane, uccisi altri 6 bambini. Israele colpisce gli impianti di estrazione gas di South Pars. Decine le vittime nei bombardamenti delle ultime ore in Iran e in Libano.
E Trump vede che l’azione militare contro l’Iran “sta in ultima analisi aiutando il popolo iraniano”, perché “vogliono sentire le bombe, perché vogliono essere liberi”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo a una domanda della giornalista Liz Landers di PBS News. Secondo Trump, i cittadini iraniani non scendono in piazza contro il regime perché “verrebbero uccisi immediatamente”, a differenza di quanto avviene con gli attacchi in corso condotti da Stati Uniti e Israele nel Paese. “Il popolo iraniano reagirà non appena saprà che non verrà colpito e non appena potrà avere delle armi”, ha aggiunto.
Donald Trump ha detto che Dio sostiene la guerra all’Iran. “Sì, lo penso perchè Dio è buono, e Dio vuole vedere prendersi cura delle persone. A Dio non piace quello che succedendo, a me non piace quello che sta succedendo”, ha detto. “Io non mi diverto, a me non piace vedere queste persone uccise. Ho messo fine a otto guerre, nessuno lo ha mai fatto”, ha aggiunto.
Ma intanto “se dipendesse da me, prenderei il petrolio: non possono farci niente. Purtroppo, il popolo americano vorrebbe vederci tornare a casa. Se dipendesse da me, prenderei il petrolio e mi prenderei cura del popolo iraniano. Ma voglio rendere felice il popolo del mio Paese, non credo capirebbe” se l’operazione continuasse.
La guerra non si ferma, le ingiustizie si moltiplicano, i più fragili sono quelli ne fanno le maggiori spese. Eppure, in questo scenario, se guardiamo con attenzione possiamo vedere qualcosa di sorprendente: una schiera silenziosa di persone che scelgono di dare ascolto a una voce insolita. Alcuni vedono certe azioni come la volontà di Dio; altri la sentono come un appello profondo e irrinunciabile della propria coscienza. Gli eventi di queste settimane hanno dimostrato a Trump che i tempi di un clamoroso autogol si stavano accelerando. L’offensiva israelo-americana indebolisce Teheran, ma rischia di diventare un pantano militare, tra un Medio Oriente sempre più instabile e il petrolio che pesa sull’economia, mentre Trump guarda ancora insaziabile alle urne di novembre.
Le parole di Trump, sono basate su eventi reali che hanno avuto luogo in Gaza, Iraq, Yemen e Libano. Se scadrà l’ultimatum, fissato alle 20 di domani (ora americana), l’Iran verrà completamente distrutto. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, nella conferenza stampa alla Casa Bianca. Passato l’ultimatum, senza un accordo, ha spiegato Trump “ogni ponte sarà distrutto in Iran entro la mezzanotte di domani sera. Ogni centrale elettrica sarà resa inservibile e non sarà possibile utilizzarla in futuro, ci sarà una demolizione completa e ci vorranno 20 anni per ricostruire il paese”. “Succederà tutto nell’arco di quattro ore – ha aggiunto – ma non vogliamo che succeda”.
Nelle guerre, nelle divisioni il conflitto continua a circolare perché trova sempre qualcuno disposto a restituirlo e a moltiplicarlo. Sì, quello che sta accadendo sui civili, va oltre la morte e la distruzione si tratta di un trauma psicologico profondo e duraturo. L’esodo, le perdite, la paura costante generano ferite permanenti, che il mondo raramente pronto a riconoscere.
Un numero crescente di parlamentari democratici statunitensi a proposito condanna la minaccia “squilibrata” di Trump di commettere “crimini di guerra”.
A raccogliere le dichiarazioni da X è Al-Jazeera. Jim McGovern, il più alto esponente democratico della Commissione per il Regolamento della Camera, ha scritto: “Quando gli Stati Uniti violano il diritto internazionale umanitario, incoraggiamo gli altri a fare lo stesso. Questo ci rende tutti meno sicuri”. Ha sottolineato che esperti internazionali di diritto dei diritti umani “stanno lanciando l’allarme” sulla condotta degli Stati Uniti nella guerra, “incluse gravi violazioni” delle Convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale, nonché possibili “crimini diguerra”. In un altro post, Mc Govern ha anche descritto le recenti minacce di Trump come “totalmente squilibrate ed estremamente pericolose”. “È psicotico. Il presidente degli Stati Uniti ha bisogno di aiuto”.
Il senatore Edward Markey del Massachusetts ha dichiarato: “Un tweet sconclusionato e volgare che minaccia crimini di guerra non riaprirà lo Stretto di Hormuz”. Ha sollecitato negoziati con l’Iran “affinché gli americani non continuino a pagare di più alla pompa di benzina e i nostri militari non paghino con la vita”. Il senatore Chris Murphy del Connecticut ha descritto le azioni pianificate da Trump come un “chiaro crimine di guerra” e ha esortato i leader repubblicani a fermare il presidente: “Trump sta chiamando i giornalisti per dire loro che commetterà crimini di guerra di massa la prossima settimana. I leader del Gop devono fermarlo. Non importa che far saltare in aria ponti e centrali elettriche e uccidere iraniani innocenti non riaprirà lo Stretto. È anche questo un chiaro crimine di guerra”, ha affermato.
La senatrice Elissa Slotkin del Michigan ha dichiarato: “È irresponsabile e sbagliato uccidere indiscriminatamente civili in Iran e distruggere infrastrutture civili come ponti e centrali elettriche, soprattutto quando il Presidente ha detto che questa guerra era per aiutare il popolo iraniano”.













