Iran-Usa, Washington e Teheran dicono sì a tregua di 2 settimane

Iran-Usa, Washington e Teheran dicono sì a tregua di 2 settimane

K metro 0 – Washington – Tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Oggi, 8 aprile 2026, scatta lo stop alla guerra. Donald Trump annuncia il sì al cessate il fuoco, a patto che lo Stretto di Hormuz venga riaperto totalmente. Teheran esulta, affermando che gli Usa hanno accolto in toto il piano

K metro 0 – Washington – Tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Oggi, 8 aprile 2026, scatta lo stop alla guerra. Donald Trump annuncia il sì al cessate il fuoco, a patto che lo Stretto di Hormuz venga riaperto totalmente. Teheran esulta, affermando che gli Usa hanno accolto in toto il piano in 10 punti presentato dalla Repubblica islamica per porre fine al conflitto.

“Questa è una vittoria per gli Stati Uniti, resa possibile dal presidente Trump e dalle nostre Forze Armate incredibili”. Ha scritto così in un post su X Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, dopo l’annuncio di una tregua di due settimane tra Iran e Stati Uniti, elogiando il tycoon che “ha ottenuto la riapertura dello Stretto di Hormuz”.

Donald Trump annuncia la tregua di due settimane con l’Iran e poi si arrabbia subito. Il presidente degli Stati Uniti dice sì all’accordo che congela la guerra e riapre lo Stretto di Hormuz: per la Casa Bianca, come dice la portavoce Karoline Leavitt, è un successo per gli Usa. La Cnn e il New York Times, però, danno ampio risalto ad una nota del Supremo Consiglio della Sicurezza Nazionale, il principale organismo collegiale che si occupa della tutela degli interessi dell’Iran in ambito di sicurezza nazionale.

Intanto, i prezzi del gas naturale in Europa sono crollati del 20% all’apertura delle contrattazioni di mercoledì, dopo l’accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Il contratto TTF olandese, considerato il benchmark europeo, è sceso a 42,5 euro, ritracciando dai massimi raggiunti a causa dei timori di interruzioni delle forniture nel Golfo a causa della guerra.

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani parlando della tregua ha detto al Tg5 “che la sospensione di combattimenti per due settimane è un fatto molto positivo”. “E’ una buona notizia – ha detto ancora il vice premier – che va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l’area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando sotto i 100 dollari. Una boccata di ossigeno per il nostro sistema”.

“L’impennata del prezzo dell’energia sarebbe stato un duro colpo alla nostra economia – ha concluso – Speriamo che in questo periodo di due settimane si raggiungano degli accordi. 

Israele sostiene che il cessate il fuoco non riguardi il Libano, ma il Pakistan, il Paese mediatore tra Stati Uniti e Iran, afferma il contrario . Secondo il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, che ha partecipato ai negoziati, la cessazione delle ostilità deve entrare in vigore immediatamente ovunque, compreso il Libano e altre parti della regione. Intanto, l’esercito israeliano ha condotto diversi raid nel Libano meridionale, secondo l’Agenzia Nazionale di Informazione (Ani), dopo aver emesso un nuovo ordine di evacuazione per la regione di Tiro. Hezbollah, da parte sua, non ha più rivendicato attacchi contro Israele da ieri sera, mentre un cessate il fuoco di due settimane è entrato in vigore tra Stati Uniti e Iran. Israele ha affermato che la tregua non riguardava il Libano.

Il presidente francese Emmanuel Macron , ha affermato che la tregua deve includere “pienamente” il Libano, dove la situazione, a suo dire, rimane “critica”. Macron ha lanciato un appello per la ripresa del processo di pace avviato in Libano, che include Stati Uniti e Francia e che mira a rafforzare le forze armate del Paese per combattere Hezbollah.

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Nizar Ramadan
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