Israele convoca ambasciatore italiano dopo frasi Tajani su raid civili in Libano

Israele convoca ambasciatore italiano dopo frasi Tajani su raid civili in Libano

K metro 0 – Tel Aviv – Il governo israeliano ha convocato l’ambasciatore d’Italia, Luca Ferrari. Lo si apprende da fonti informate, secondo cui la convocazione sarebbe avvenuta per esprimere protesta contro le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani che in un post su X ha definito “inaccettabili” gli attacchi israeliani contro la popolazione

K metro 0 – Tel Aviv – Il governo israeliano ha convocato l’ambasciatore d’Italia, Luca Ferrari. Lo si apprende da fonti informate, secondo cui la convocazione sarebbe avvenuta per esprimere protesta contro le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani che in un post su X ha definito “inaccettabili” gli attacchi israeliani contro la popolazione civile in Libano.

Intanto, “L’Italia è pronta e disponibile a ospitare in futuro negoziati fra Israele e Libano per arrivare ad una situazione di stabilità e di pace”, ha dichiarato il Ministro Antonio Tajani. “Con il presidente Aoun – ha aggiunto – siamo d’accordo su molti punti. È un grande amico dell’Italia e sa che l’Italia è grande amica del popolo libanese“.

La missione odierna del ministro degli Esteri Antonio Tajani a Beirut si conclude con un messaggio politico chiaro: l’Italia sostiene con fermezza il Libano e le sue istituzioni, ed è disponibile a ospitare i negoziati con Israele per favorire una pace duratura. Un segnale che conferma la posizione del governo italiano in una fase di alta tensione nella regione del Medio Oriente, nella cornice dello scontro militare tra il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah e Israele, nonché del fragile cessate il fuoco raggiunto in Iran.

“Io sono venuto qua anche a portarvi la mia solidarietà per gli attacchi che ci sono stati, per gli incidenti che ci sono stati (con le forze israeliane). Vi seguiamo 24 ore su 24. Siamo fieri di ciascuno di voi. Sappiamo i sacrifici che voi fate, sappiamo cosa significa stare lontano dalle famiglie. Sappiamo cosa significa non poter passare il Natale o la Pasqua con i propri familiari, e magari non vedere nascere i propri figli”, ha detto Tajani durante il videocollegamento, sottolineando inoltre che le retribuzioni “non sempre sono all’altezza della responsabilità che voi avete”. “Sappiate comunque che le remunerazioni economiche sono colmate dalle remunerazioni morali che voi avete da tutti i cittadini italiani, che sono fieri di voi”, ha aggiunto il ministro. “So che state facendo un eccellente lavoro. Sappiate che a Roma c’è un governo, ci sono ministri che contano su di voi. E voi su di noi potete contare, come persone, come rappresentanti del governo”, ha detto Tajani. “So che domani verrà il capo di stato maggiore della Difesa (Luciano Portolano) qui in Libano per portare la sua vicinanza a tutti quanti voi”, ha poi affermato Tajani.

L’Italia svolge un ruolo di primo piano anche nel supporto alle Forze armate libanesi (Laf) e alle Forze di sicurezza interne (Isf), attraverso la missione Mibil, la guida del Comitato tecnico-militare (MTC4L) e la più numerosa presenza di personale nel contingente Unifil. Sul piano umanitario, Tajani ha discusso durante i suoi colloqui dell’utilizzazione del pacchetto di emergenza da 10 milioni di euro già stanziato e della distribuzione delle oltre 40 tonnellate di beni di prima necessità dalla base di Brindisi consegnati a Beirut. L’Italia resta impegnata a promuovere ulteriori iniziative, anche nel settore agricolo, in coordinamento con il Polo Onu di Roma, ed è pronta a contribuire agli sforzi di ricostruzione.

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Nizar Ramadan
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