K metro 0 – Ginevra – La Cina starebbe espandendo in modo “rapido e opaco” il proprio arsenale nucleare e potrebbe raggiungere la parità con le principali potenze atomiche entro quattro o cinque anni. Lo ha dichiarato oggi, 23 febbraio, il segretario di Stato aggiunto degli Stati Uniti per il controllo degli armamenti e la non
K metro 0 – Ginevra – La Cina starebbe espandendo in modo “rapido e opaco” il proprio arsenale nucleare e potrebbe raggiungere la parità con le principali potenze atomiche entro quattro o cinque anni. Lo ha dichiarato oggi, 23 febbraio, il segretario di Stato aggiunto degli Stati Uniti per il controllo degli armamenti e la non proliferazione, Christopher Yeaw, intervenendo alla Conferenza sul disarmo a Ginevra.
Secondo Yeaw, la scadenza del trattato Nuovo Start, avvenuta il 5 febbraio, offre l’opportunità di negoziare un “accordo migliore” che includa anche la Cina, oltre a Russia e Stati Uniti. Il Nuovo Start, ultimo trattato bilaterale tra Washington e Mosca sul controllo delle armi nucleari, limitava ciascun Paese a 1.550 testate nucleari dispiegate. Secondo Yeaw, il testo era “gravemente difettoso” perché non teneva conto del “deliberato, rapido e opaco rafforzamento senza precedenti” delle capacità nucleari cinesi. “Pechino ha massicciamente ampliato il proprio arsenale senza trasparenza, né indicazioni sulle proprie intenzioni”, ha affermato il funzionario, aggiungendo che la Cina potrebbe disporre entro il 2030 di materiale fissile sufficiente per oltre mille testate nucleari. Yeaw non ha chiarito cosa intenda esattamente per “parità”, ma ha sostenuto che l’attuale dinamica renda necessario un nuovo quadro negoziale. Lo riporta Nova.
La Cina ha finora respinto pubblicamente gli inviti a partecipare a negoziati trilaterali su un nuovo trattato nucleare. Secondo dati della Campagna internazionale per abolire le armi nucleari (Ican), Stati Uniti e Russia dispongono ciascuno di oltre 5 mila testate. Yeaw ha inoltre accusato Mosca di aver violato il trattato e di aver contribuito a rafforzare le capacità nucleari di Pechino. A suo avviso, l’assenza attuale di un accordo sul controllo degli armamenti non significa che Washington stia abbandonando tale obiettivo, ma rappresenta un’occasione per perseguire un’intesa “migliore”, in linea con l’obiettivo dichiarato del presidente Donald Trump di ridurre il numero complessivo di armi nucleari nel mondo.
La scadenza del Nuovo Start segna la prima volta in decenni in cui non è in vigore alcun trattato che limiti formalmente il dispiegamento delle principali armi nucleari strategiche, alimentando timori di una nuova corsa agli armamenti tra le grandi potenze.













