Leader G7 “disorientati” su obiettivi di guerra dopo videochiamata con Trump

Leader G7 “disorientati” su obiettivi di guerra dopo videochiamata con Trump

K metro 0 – Washington – I leader del G7 sono rimasti confusi e disorientati dalla videochiamata tenuta ieri, 11 marzo, con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, senza riuscire a capire che cosa quest’ultimo voglia ottenere dalla guerra contro l’Iran e quando intenda porvi fine. Lo riferisce il portale “Axios”. Secondo due fonti

K metro 0 – Washington – I leader del G7 sono rimasti confusi e disorientati dalla videochiamata tenuta ieri, 11 marzo, con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, senza riuscire a capire che cosa quest’ultimo voglia ottenere dalla guerra contro l’Iran e quando intenda porvi fine. Lo riferisce il portale “Axios”. Secondo due fonti a conoscenza della chiamata, Trump si sarebbe mostrato “ambiguo ed evasivo”: alcuni partecipanti hanno concluso che il presidente Usa voglia porre fine al conflitto, altri l’esatto contrario. Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso pubblico ciò che gli altri avevano detto in privato, invitando Trump a chiarire “i suoi obiettivi finali e il ritmo che intende imprimere alle operazioni”. La confusione dei leader del G7 riflette i segnali contraddittori che Trump ha inviato nella stessa giornata di ieri: prima ha dichiarato ad “Axios” che la guerra sta per finire “presto” perché in Iran “non c’è praticamente più nulla da colpire”, poi ha detto ai giornalisti che gli Usa “non hanno finito” di colpire il Paese.

Sul palco di un comizio in Kentucky, ha detto alla folla “abbiamo vinto”, per aggiungere quasi subito: “Non vogliamo andarcene troppo presto, dobbiamo finire il lavoro”. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha respinto le critiche, accusando i media di diffondere una “falsa narrazione” sui presunti messaggi contraddittori dell’amministrazione. Sullo sfondo, secondo “Axios”, restano irrisolti i principali obiettivi che hanno giustificato il lancio della guerra il 28 febbraio scorso: i 450 chilogrammi di uranio altamente arricchito detenuti dall’Iran non sono stati messi in sicurezza, e il complesso sotterraneo fortificato di Pickaxe Mountain, nei pressi di Natanz, non è ancora stato colpito. Un alto funzionario arabo coinvolto nei tentativi di mediazione ha dichiarato ad “Axios” che Teheran non ha alcuna intenzione di fermare la guerra secondo i tempi degli Stati Uniti e chiede garanzie internazionali che il conflitto non riprenda.

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