K metro 0 – Beirut – I caschi blu italiani della missione della Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel sud del Libano (Unifil) hanno effettuato “considerevoli donazioni di generi alimentari” a persone sfollate interne a Tiro la scorsa settimana. Lo riferisce la stessa Unifil in un comunicato, sottolineando che le donazioni fanno parte degli
K metro 0 – Beirut – I caschi blu italiani della missione della Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel sud del Libano (Unifil) hanno effettuato “considerevoli donazioni di generi alimentari” a persone sfollate interne a Tiro la scorsa settimana. Lo riferisce la stessa Unifil in un comunicato, sottolineando che le donazioni fanno parte degli sforzi continui per “sostenere le comunità colpite dagli scambi di fuoco in corso nel sud del Libano”.
“Il 13 marzo, i caschi blu hanno consegnato oltre 13 tonnellate di prodotti alimentari confezionati – oltre a kit medici essenziali, medicinali e kit igienici – all’Unità di gestione delle emergenze (Disaster Management Unit – Dmu) dell’Unione dei comuni di Tiro, per la distribuzione tra gli sfollati. Le strutture per le persone sfollate gestite dalla sezione di Tiro della Dmu ospitano attualmente più di 13 mila sfollati interni, costretti ad abbandonare numerosi paesi e villaggi, in particolare quelli situati nelle vicinanze della Linea blu (tra Libano e Israele), a seguito della recente escalation”, si legge nella nota. Durante una cerimonia a Tiro, il comandante del Settore Ovest dell’Unifil, generale di brigata Andrea Fraticelli – che ricopre anche l’incarico di comandante del contingente italiano – ha consegnato i rifornimenti al presidente dell’Unione dei comuni locale, Hassan Dbouk, e al direttore della Dmu, Mhana Mortada. “Le forniture umanitarie sono state acquistate con fondi del ministero della Difesa italiano, integrati da contributi di due organizzazioni benefiche italiane: la Fondazione banco farmaceutico e il Rotary Club Vignola Castelfranco Emilia Bazzano”, precisa il comunicato. Dall’ultima escalation del 2 marzo, le autorità libanesi stimano che oltre mezzo milione di persone siano state sfollate dalle loro abitazioni nell’area di operazioni dell’Unifil a sud del fiume Litani.













