K metro 0 – Washington – Donald Trump chiama, l’Iran non risponde. Per ora. Il presidente degli Stati Uniti annuncia l’invio di una delegazione in Pakistan per il secondo round di negoziati. Teheran, però, non conferma al momento la presenza al tavolo. Nello Stretto di Hormuz, paralizzato dalla Repubblica islamica da una parte e ‘sigillato’
K metro 0 – Washington – Donald Trump chiama, l’Iran non risponde. Per ora. Il presidente degli Stati Uniti annuncia l’invio di una delegazione in Pakistan per il secondo round di negoziati. Teheran, però, non conferma al momento la presenza al tavolo. Nello Stretto di Hormuz, paralizzato dalla Repubblica islamica da una parte e ‘sigillato’ dal blocco navale americano dall’altra, la tensione sale. Gli Stati Uniti colpiscono e bloccano una nave mercantile iraniana a 24 ore dalla fine della tregua che scade il 21 aprile: il rischio di una ripresa della guerra diventa più concreto di ora in ora, come minaccia proprio il presidente americano. “I miei rappresentanti stanno andando ad Islambad, in Pakistan”, dice Trump sul social Truth, annunciando l’arrivo della delegazione nella serata di lunedì 20 aprile.
La Casa Bianca manda il vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, emissario e genero del presidente. E’ la stessa squadra schierata nel primo round di colloqui, che non hanno prodotto la fumata bianca. Trump ribadisce che Washington ha offerto “un accordo molto giusto e ragionevole, spero che lo accettino”,riferisce l’Adnkronos. Senza intesa, l’operazione Epica Fury è destinata a riprendere: “Se non accettano, gli Stati Uniti abbatteranno ogni singola centrale elettrica, ogni singolo ponte”, ribadisce il numero 1 della Casa Bianca. “Basta fare la persona carina, sarà mio onore fare quello che doveva essere fatto dagli altri presidenti negli ultimi 47 anni”. Il blocco navale a Hormuz prosegue e produce un risultato concreto.
L’agenzia semi-ufficiale Tasnim sostiene che l’Iran non intende portare avanti i colloqui finché Trump non revoca il blocco. Anche la principale emittente statale iraniana Irib si unisce al coro affermando che la partecipazione alle trattative non è garantita: “Attualmente non ci sono piani per partecipare al prossimo round di colloqui Iran-Usa”. A sbilanciarsi, con indiscrezioni provenienti sempre dalla Repubblica islamica, è la Cnn. L’emittente americana annuncia per martedì l’arrivo della delegazione iraniana a Islamabad. Il team dovrebbe essere guidato, come nel primo round, dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf.
In attesa di chiarezza, il Pakistan si prepara. A Islamabad scatta il piano per blindare l’area in cui si trova l’hotel di lusso che ha ospitato i primi negoziati. L’albergo è totalmente vuoto, le strade attorno alla struttura sono state chiuse e nelle prossime ore la città sarà in sostanziale lockdown, con la presenza di oltre 10mila tra soldati e agenti.













