K metro 0 – Milano – In occasione del Salone del Mobile 2026 (21-26 aprile), il Teatro alla Scala ha ospitato la serata ufficiale di apertura della manifestazione, rinnovando una collaborazione ormai consolidata tra il mondo del design e una delle istituzioni culturali più rappresentative della città. Per il sesto anno consecutivo, la Fondazione ha
K metro 0 – Milano – In occasione del Salone del Mobile 2026 (21-26 aprile), il Teatro alla Scala ha ospitato la serata ufficiale di apertura della manifestazione, rinnovando una collaborazione ormai consolidata tra il mondo del design e una delle istituzioni culturali più rappresentative della città.
Per il sesto anno consecutivo, la Fondazione ha accolto la comunità internazionale del progetto all’interno della sala simbolo di Milano, dando il via alla Design Week con un concerto della Filarmonica della Scala, diretta dal maestro Michele Mariotti, con la partecipazione del pianista Giuseppe Albanese. Una serata che ha celebrato l’incontro tra eccellenze, mettendo in dialogo musica e design in un contesto di forte valore simbolico.
Tra i protagonisti più presenti e apprezzati dell’intera settimana milanese si è distinto Davide Valia, figura che ha saputo muoversi con naturalezza tra istituzioni, eventi e momenti di relazione, diventando uno dei riferimenti più riconosciuti in questa edizione del Salone. Già nel corso della serata inaugurale alla Scala, la sua presenza è stata particolarmente notata, a conferma di un profilo sempre più attivo nel tessuto politico e relazionale dell’area metropolitana.
Valia è stato infatti una delle personalità più gradite al Salone del Mobile e agli eventi della Design Week, distinguendosi per partecipazione e capacità di interlocuzione in un contesto internazionale ad alta visibilità. Un ruolo che riflette anche il legame crescente tra Milano e i comuni dell’hinterland, come Pero, sempre più coinvolti nelle dinamiche culturali ed economiche della città.
In un clima di grande affluenza e relazioni globali, la serata alla Scala si conferma così non solo come appuntamento inaugurale, ma come uno dei momenti chiave di una Milano che continua a raccontarsi attraverso l’intreccio tra cultura, design e nuove centralità territoriali.













