A Roma “WUF13 Baku 2026: patrimonio architettonico, rigenerazione urbana e nuove centralità”

A Roma “WUF13 Baku 2026: patrimonio architettonico, rigenerazione urbana e nuove centralità”

K metro 0 – Roma – Baku, capitale dell’Azerbaigian, si conferma, anche in questo 2026, come snodo e centro fondamentale per eventi internazionali di ampio respiro e massima attualità: dal 17 al 22 maggio la città sul Mar Caspio, nota per il suo skyline futuristico perfettamente integrato nella sua antica storia, ospiterà la 13ma edizione

K metro 0 – Roma – Baku, capitale dell’Azerbaigian, si conferma, anche in questo 2026, come snodo e centro fondamentale per eventi internazionali di ampio respiro e massima attualità: dal 17 al 22 maggio la città sul Mar Caspio, nota per il suo skyline futuristico perfettamente integrato nella sua antica storia, ospiterà la 13ma edizione del World Urban Forum. L’appuntamento, dal suo lancio nel 2002, è stato accolto in cinque continenti e ha attirato oltre 100.000 partecipanti. Tema di quest’anno: “Dare casa al mondo: città e comunità sicure e resilienti”. Tra le novità, per la prima volta si terrà il vertice dei Leader, importante piattaforma di dialogo politico sullo sviluppo urbano sostenibile.
In vista dell’evento di maggio, e nel quadro del “2026-Anno della Pianificazione Urbana e dell’Architettura”, come dichiarato in Azerbaigian, il Centro Culturale del Paese in Italia, in collaborazione con l’Ambasciata Azerbaigiana, ha organizzato il 28 aprile a Roma, presso la nuova struttura del Metropolitano Urban Center, l’incontro “WUF13 Baku 2026: patrimonio architettonico, rigenerazione urbana e nuove centralità”, con lo scopo di aprire un dialogo ad alto profilo tra Roma e Baku sul futuro delle città, a partire da due realtà urbane diverse ma unite da una forte dimensione storica, simbolica e strategica.

Ad introdurre la conferenza la Direttrice del Centro Culturale presso l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, Gulnar Taghizada, che ha evidenziato come la conferenza fosse parte del viaggio del WUF13 e rappresentasse molto di più di un incontro, ma un ponte tra due culture, quella azerbaigiana e quella italiana, metaforicamente rappresentate dalle due capitali in dialogo tra loro.

Ha poi preso la parola l’Addetto culturale della stessa Ambasciata, Nigar Gurbanova-Ramazanli, che ha sottolineato come l’architettura sia un’eredità per le generazioni future: dovere morale è tutelarla al massimo. A seguire la responsabile del Metropolitano Urban Center, Elena Andreoni, ha offerto una panoramica sulle attività dell’Urban Center, inaugurato lo scorso dicembre, e sull’importante apertura al territorio e alle collaborazioni internazionali. Manuela Traldi, Presidente della Camera di commercio italo-azerbaigiana, ha concluso la fase introduttiva offendo una preziosa testimonianza sul ruolo della camera di commercio bilaterale per i rapporti sia economici, ma anche istituzionali, tra i due paesi.

Per entrare nei dettagli di sviluppo urbano e politiche abitative, WUF13, approccio dell’Azerbaigian  a questi temi e lavori di ricostruzione in atto nel paese, sono intervenuti Sabir Rzayev, consigliere del Dipartimento per la Cooperazione economica del Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian, Jamila Ismayilzada, rappresentante del WUF13 – che si è soffermata sulle peculiarità di questa edizione, il prof. Leone Spita, che ha offerto un punto di vista inedito sulle caratteristiche urbane dell’Azerbaigian e della capitale in particolare, con l’evoluzione vissuta nelle sue diverse fasi storiche, e Fabrizio Conti, che ha raccontato l’esperienza dell’ArtCloud International Network nella ricostruzione del Garabagh, dopo la liberazione dei territori occupati.

Di grande valore il video messaggio inviato per l’occasione dall’Assessore al Patrimonio e
alle Politiche Abitative di Roma Capitale, Andrea Tobia Zevi, che ha evidenziato l’importanza del WUF13, la’ dove, in un mondo sempre più urbanizzato, gli amministratori locali sono chiamati ad intervenire per un mondo sempre più sostenibile.

L’incontro ha segnato un nuovo passo nelle relazioni culturali e multidimensionali tra Azerbaigian e Italia ed ha visto la partecipazione di un pubblico attento e specialistico, con rappresentanti del mondo diplomatico, accademico, e media.

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