K metro 0 – Taipei – Dopo mesi di forti dispute politiche, il parlamento di Taiwan ha approvato un disegno di legge di spesa per la difesa da 25 miliardi di dollari che, secondo i parlamentari dell’opposizione, sarà utilizzato per l’acquisto di sistemi di difesa, in maggior parte, dagli USA. L’esito della discussione parlamentare, è
K metro 0 – Taipei – Dopo mesi di forti dispute politiche, il parlamento di Taiwan ha approvato un disegno di legge di spesa per la difesa da 25 miliardi di dollari che, secondo i parlamentari dell’opposizione, sarà utilizzato per l’acquisto di sistemi di difesa, in maggior parte, dagli USA.
L’esito della discussione parlamentare, è stato annunciato dal presidente del parlamento stesso dopo la votazione finale sul disegno di legge, che, comunque, risulta ben al di sotto del budget proposto dal governo, che era pari a quasi 40 miliardi di dollari. I parlamentari taiwanesi sono stati in disaccordo su quanto spendere per migliorare le capacità di difesa contro un potenziale attacco da parte della Cina Popolare, che rivendica l’isola come parte del suo territorio e ha minacciato di impadronirsene anche con la forza. Il Kuomintang (KMT), partito favorevole a legami più stretti con la Cina Popolare, e il Partito Popolare di Taiwan (TPP) hanno annunciato venerdì la loro disponibilità ad aumentare la proposta di spesa iniziale fino a un massimo di 780 miliardi di nuovi dollari taiwanesi (quasi 25 miliardi di dollari statunitensi) quasi esclusivamente per l’acquisto di armi statunitensi. Il KMT e il TPP controllano il parlamento di Taiwan, composto da 113 seggi. Solo 107 parlamentari erano presenti alla votazione, che si è conclusa con 59 voti favorevoli.
Il governo del presidente Lai Ching-te, che si è impegnato ad aumentare la spesa complessiva per la difesa a oltre il 3% del prodotto interno lordo, per quest’anno, ha proposto uno stanziamento di 1.250 miliardi di dollari taiwanesi per l’acquisto, tra l’altro, di armamenti assolutamente necessari di proialeduzione americana e droni (tra quelli maggiormente performanti a livello mondiale) di produzione taiwanese. I fondi speciali verrebbero distribuiti su otto anni e si aggiungerebbero alla normale spesa per la difesa inclusa nel bilancio annuale del governo.
Nel normale contraddittorio politico, da una parte Chen Kuan-ting, appartenente al Partito Progressista Democratico di Lai, ha accusato i leader del Kuomintang di “tentare di disarmare Taiwan” escludendo gli acquisti nazionali dal bilancio. “Se ci limitiamo solo all’acquisto di armi statunitensi, allora se un giorno Taiwan venisse accerchiata, se Taiwan venisse bloccata, come faremmo a mantenere le nostre scorte di munizioni e come faremmo a sostenere la nostra capacità di combattimento?”. In contrapposizione il parlamentare del KMT Hsu Chiao-hsin ha affermato che il suo partito sostiene “un ragionevole rafforzamento della difesa e l’acquisto di armi”, ma non può “accettare di accorpare vendite di armi, acquisti commerciali e produzione su commissione”.
Mesi di lotte intestine hanno anche diviso il KMT, con il presidente del partito, Cheng Li-wun, criticato sia internamente sia esternamente al KMT per essere troppo filocinese. Tuttavia, con l’aumentare delle pressioni da parte degli Stati Uniti, che vede Washington come principale sostenitore della sicurezza di Taiwan, anche alcuni parlamentari di alto livello del KMT hanno richiesto un budget molto più elevato rispetto a quello inizialmente proposto dal partito di opposizione. Il parlamento di Taiwan aveva precedentemente dato il via libera al governo per la firma di accordi con gli Stati Uniti per quattro contratti di armi. Le armi – obici semoventi, missili anticarro e sistemi missilistici di artiglieria ad alta capacità rappresentano quasi 9 miliardi di dollari degli 11,1 miliardi di dollari del pacchetto di armamenti proposto da Washington a dicembre. Il Kuomintang si è dichiarato “disposto a sostenere pienamente” una seconda fase di acquisti di armi del valore di oltre 15 miliardi di dollari che, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa, includerebbe missili Patriot, Hellfire e sistemi di difesa anti-drone. Il risultato è stato, comunque, raggiungere molto meno del budget proposto dal governo, ma è comunque maggiore di zero! L’analista taiwanese Wen-Ti Sung ha affermato che il Kuomintang ha mostrato un impegno sufficiente nella cooperazione in materia di sicurezza tra Stati Uniti e Taiwan per “mettere a tacere gli scettici” del partito, ma con un budget “non eccessivo e tale da irritare Pechino”.
Ciò avverrebbe pochi giorni prima dell’arrivo a Pechino del presidente statunitense Donald Trump per un vertice con il suo omologo cinese, Xi Jinping, che aveva messo in guardia gli Stati Uniti dal fornire ulteriori armi a Taiwan. La leader del KMT Cheng si è recata di recente in Cina Popolare e ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. Entrambi hanno confermato la loro opposizione all’indipendenza di Taiwan ed espresso il desiderio di una risoluzione, “pacifica” della lunga disputa sul futuro dell’isola. La Cheng è il leader di più alto rango ad aver incontrato Xi da quando l’allora presidente taiwanese Ma Ying-jeou aveva incontrato il presidente cinese Xi a Singapore nel 2015.
L’annunciata visita del Presidente USA, anche alla luce delle altre crisi geopolitiche in atto, che vedono centrali quelle in Iran e Ucraina, potrebbe chiarire le intenzioni delle due superpotenze e indicare la via (diplomatica) da intraprendere e dove, al momento, Unione Europea Russia saranno coinvolte in un secondo tempo.
I quasi 24 milioni di taiwanesi, che vivono in democrazia, guardano con preoccupazione a quanto verrà deciso/concordato a Pechino.













