OCSE: Europa a due velocità. Spagna in testa, Italia al rallentatore

OCSE: Europa a due velocità. Spagna in testa, Italia al rallentatore

K metro 0 – Roma – L’Europa cresce, ma a velocità divergenti. Le nuove proiezioni dell’OCSE sul 2026 delineano un continente ancora fragile, dove poche economie trainano la ripresa mentre altre restano impantanate in una crescita debole e strutturalmente insufficiente. Il quadro è quello di una “ripartenza diseguale”, confermata anche dalle analisi più recenti dell’organizzazione

K metro 0 – Roma – L’Europa cresce, ma a velocità divergenti. Le nuove proiezioni dell’OCSE sul 2026 delineano un continente ancora fragile, dove poche economie trainano la ripresa mentre altre restano impantanate in una crescita debole e strutturalmente insufficiente. Il quadro è quello di una “ripartenza diseguale”, confermata anche dalle analisi più recenti dell’organizzazione internazionale e dalle principali agenzie economiche internazionali.

In questo scenario, la Spagna si conferma il Paese più dinamico tra le grandi economie europee. Le stime OCSE indicano una crescita superiore alla media dell’Eurozona, sostenuta da consumi interni robusti, turismo e investimenti. Anche secondo le analisi della Banca di Spagna e delle principali agenzie internazionali come Reuters e Bloomberg Economics, Madrid continua a rappresentare l’eccezione positiva del continente, con un ciclo economico più resiliente rispetto ai partner europei.

Più complessa la situazione dell’Italia. Secondo le stime ufficiali dell’OCSE – Economic Outlook 2026, il Pil italiano dovrebbe crescere dello 0,6% nel 2026, confermando una fase di espansione debole ma stabile. L’organizzazione parigina sottolinea come il Paese resti sostenuto soprattutto dagli investimenti pubblici legati al PNRR, mentre domanda interna ed export risentono del rallentamento del commercio globale. Le stesse valutazioni OCSE parlano di un’economia “resiliente ma a bassa crescita”, incapace al momento di colmare il divario con le economie più dinamiche dell’area euro.

La Germania dovrebbe tornare a crescere attorno all’1% nel 2026, dopo anni segnati dalla crisi energetica e dalla debolezza industriale. Anche in questo caso, le indicazioni arrivano dalle analisi OCSE e dai principali istituti europei, tra cui la Commissione Ue, che evidenziano una ripresa ancora fragile e fortemente dipendente dalla spesa pubblica e dagli investimenti infrastrutturali e per la difesa.

Analogo il quadro della Francia, attesa anch’essa su una crescita vicina all’1% nel 2026. Le valutazioni dell’OCSE e della Commissione europea convergono su un’economia che mostra segnali di recupero ma resta frenata da un alto livello di debito pubblico e da una domanda interna non ancora pienamente consolidata.

Nel complesso, il rapporto OCSE conferma un’Europa a crescita moderata e disomogenea. Le tensioni geopolitiche internazionali, richiamate anche nelle analisi dei maggiori media, insieme alle incertezze energetiche, continuano a rappresentare i principali rischi per la stabilità economica del continente.

Il risultato è un’Europa divisa in tre velocità: la Spagna in testa, Francia e Germania in lenta risalita, e l’Italia che procede con un passo più contenuto. Un divario che, secondo l’OCSE, rischia di ampliarsi ulteriormente in assenza di riforme strutturali capaci di incidere su produttività e crescita potenziale.

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