Unifil, morto il casco blu gravemente ferito nel sud-est del Libano

Unifil, morto il casco blu gravemente ferito nel sud-est del Libano

K metro 0 – Beirut – La Forza di interposizione in Libano delle Nazioni Unite (Unifil) ha annunciato la morte di un casco blu rimasto ferito gravemente da proiettili di mortaio che hanno colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel sud-est del Libano. Il militare era stato trasportato in un ospedale di Beirut, dove

K metro 0 – Beirut – La Forza di interposizione in Libano delle Nazioni Unite (Unifil) ha annunciato la morte di un casco blu rimasto ferito gravemente da proiettili di mortaio che hanno colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel sud-est del Libano. Il militare era stato trasportato in un ospedale di Beirut, dove è poi deceduto. Nell’incidente, avvenuto la notte scorsa, come riporta l’Unifil in un comunicato, altri due militari delle forze di pace sono rimasti feriti. “Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato che ha perso la vita al servizio della pace. I nostri pensieri vanno anche al pieno e rapido recupero dei soldati feriti”, si legge nel comunicato della Forza di interposizione Onu. Sul caso è stata avviata un’indagine.

Il Ministero della Difesa di Belgrado ha poi fatto sapere che il casco blu ucciso era serbo, precisando che è deceduto “a causa delle ferite provocate dalla caduta di un missile sulla base dell’Onu”. Nato nel 1989, il sergente maggiore Milovan Jovanovic “ha ricevuto cure mediche d’urgenza in un ospedale all’interno della base dopo essere stato ferito, poi è stato trasportato in elicottero al Centro medico universitario di Beirut, dove è deceduto verso le 4:00 ora locale”.

L’Unifil, si legge nel comunicato, “ha rilevato un numero sempre crescente di traiettorie e impatti” nel sud del Libano. “La violenza deve cessare. Ribadiamo il nostro appello a tutti gli attori affinché rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza e l’incolumità del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, anche astenendosi da azioni che potrebbero mettere in pericolo i soldati di pace. Chiediamo inoltre alle autorità nazionali competenti di indagare sull’incidente, di portare i responsabili davanti alla giustizia e di garantire la responsabilità penale”, ha riferito la Forza Onu. “Gli attacchi deliberati contro i soldati di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza, e possono configurare crimini di guerra”, ha concluso l’Unifil.

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Joseph Villeroy
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