K metro 0 – Washington – Gli Usa “hanno messo fine alla guerra”. Donald Trump ha annunciato la conclusione del conflitto con l’Iran in collegamento con un comizio di Burt Jones, candidato governatore in Georgia, ed ha fatto riferimento a un “solidissimo memorandum di intesa” che consentirà di archiviare la guerra, secondo le ultime news
K metro 0 – Washington – Gli Usa “hanno messo fine alla guerra”. Donald Trump ha annunciato la conclusione del conflitto con l’Iran in collegamento con un comizio di Burt Jones, candidato governatore in Georgia, ed ha fatto riferimento a un “solidissimo memorandum di intesa” che consentirà di archiviare la guerra, secondo le ultime news di oggi 12 giugno.
Poi, parlando con il corrispondente da Washington de La7, Daniele Compatangelo, alla domanda se volesse inviare un messaggio ai leader del G7, il presidente americano ha risposto: “Non avevamo bisogno di alcun supporto. Quindi, abbiamo vinto la guerra. Era un po’ irrilevante, irrilevante! Devo andare. Ho una riunione importante in corso, ma abbiamo vinto la guerra in Iran. Non avevamo bisogno del loro aiuto. Grazie mille”.
Intanto, il memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran per fermare la guerra potrebbe essere firmato già domenica dal vice presidente americano Jd Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Baqer Ghalibaf. Lo ha detto una fonte occidentale alla Reuters, ripresa dal sito di Haaretz, confermando che la sede più probabile per la cerimonia della firma appare essere Ginevra. Si sta ancora negoziando, aggiunge la fonte, la versione finale del memorandum, con l’Iran fermo nella posizione che l’intesa debba coinvolgere anche la fine delle ostilità in Libano. L’obiettivo, conclude la fonte, è di arrivare entro domani alla versione finale in modo da poter avere la firma domenica.
Ma secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Fars in un riferimento alla possibile firma di un accordo per la fine della guerra, “qualsiasi speculazione che preveda la firma a Ginevra, in Svizzera, o un incontro faccia a faccia non è altro che una errata interpretazione delle proposte e dei desideri degli Stati Uniti”, dato che manca ancora un accordo definitivo.













