K metro 0 – Golfo Persico – Il Medio Oriente ancora in fiamme, nuova ondata di attacchi Usa in Iran, secondo il recente comunicato del comando centrale unificato delle forze militari Usa, pubblicato su X. “Il 12 luglio, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha portato a termine una nuova ondata di attacchi contro l’Iran,
K metro 0 – Golfo Persico – Il Medio Oriente ancora in fiamme, nuova ondata di attacchi Usa in Iran, secondo il recente comunicato del comando centrale unificato delle forze militari Usa, pubblicato su X. “Il 12 luglio, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha portato a termine una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione, al fine di ridurre la capacità iraniana di continuare a colpire il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz”.
La situazione nel Golfo in sostanza è nuovamente precipitata, nella notte fra sabato e domenica, l’Iran aveva annunciato la chiusura dello Stretto dopo aver lanciato un drone contro una nave battente bandiera cipriota che secondo la versione di Teheran, non aveva rispettato gli avvertimenti lanciati per cambiare rotta. La risposta americana non si è fatta attendere, lanciando ancora attacchi contro l’Iran e colpendo 140 obiettivi militari vicino allo Stretto.
“Le forze del Centcom – aggiunge – hanno colpito sistemi di difesa aerea militari iraniani, postazioni radar costiere, capacità missilistiche e di droni, nonché imbarcazioni di piccole dimensioni, impiegando caccia statunitensi, unità navali, droni aerei d’attacco a sola andata e – per la prima volta – droni marini d’attacco a sola andata. Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale. L’Iran non lo controlla. Le forze statunitensi sono schierate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga assicurata al traffico mercantile, nonostante la persistente e ingiustificata aggressività, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell’Iran”.
Il bilancio degli attacchi statunitensi sulla città di Mahshahr, nell’Iran sud-occidentale, è di un morto e quattro feriti, lo ha riferito un funzionario locale citato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna.
La reazione di Teheran, non si è fatta attendere, le Guardie Rivoluzionarie hanno rivendicato attacchi contro il Bahrein e l’Oman, affermando di aver distrutto sistemi radar in Oman e di aver colpito installazioni militari statunitensi alla periferia meridionale di Manama. “Oltre a colpire installazioni e infrastrutture militari statunitensi a Juffair, in Bahrein, dove imperversano gli incendi, la marina delle Guardie Rivoluzionarie ha colpito e distrutto il radar aviotrasportato a lungo raggio Fps e il radar di rilevamento navale nel Sultanato dell’Oman”, si legge in un comunicato delle Guardie diffuso dal loro organo di stampa di Sepah.
Con un post su X, le Forze Armate del Kuwait fanno sapere che “stanno attualmente affrontando bersagli aerei ostili”. Lo Stato Maggiore dell’Esercito precisa che “eventuali rumori di esplosione, se uditi, sono il risultato dell’intercettazione di attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea. Si richiede a tutti di attenersi alle istruzioni di sicurezza impartite dalle autorità competenti”.
L’Iran ha dichiarato intanto, che non rispetterà più il memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti se Washington non manterrà gli impegni presi per porre fine alla guerra. “Ogni volta che l’altra parte non ha rispettato i propri obblighi, noi non abbiamo rispettato i nostri. Continueremo ad agire in questo modo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei in una conferenza stampa a Teheran.
“Non c’è dubbio che il memorandum d’intesa sia scaduto e che sia la parte americana a violarlo chiaramente – ha aggiunto Baghaei – La Repubblica Islamica non può essere biasimata per non aver rispettato i propri impegni. Non permetteremo agli Stati Uniti e a Israele di usare lo Stretto di Hormuz per danneggiare l’Iran e la sua sovranità”.
Sul fronte libanese e a livello diplomatico, il 14 e 15 luglio dovrebbe tenersi un nuovo tavolo di trattative tra Tel Aviv e Beirut, a Roma, nella sede dell’ambasciata americana. Secondo le fonti, le rispettive delegazioni sarebbero già arrivate nella capitale italiana. In discussione l’attivazione di due zone pilota nel sud del Paese dei Cedri, da cui i militari israeliani si ritireranno, affidandole all’esercito libanese, a patto che dall’area si ritiri anche la milizia sciita di Hezbollah.
Infine, arrivano le prime limitazioni dei voli che attraversano il Medio Oriente. Dal Caucaso, la compagnia aerea kazaka Air Astana ha cancellato i voli per Dubai in partenza da Astana e Almaty fino al 14 luglio, a causa del perdurare delle ostilità in Medio Oriente.













