Ue, Ceuta: la disinformazione alimenta l’ondata migratoria, confine rafforzato

Ue, Ceuta: la disinformazione alimenta l’ondata migratoria, confine rafforzato

K metro 0 – Madrid – La diffusione di false informazioni sui social media ha provocato un nuovo aumento della pressione migratoria sull’enclave spagnola di Ceuta, in Nord Africa. Secondo le autorità di Madrid, circa 50mila migranti sono riusciti a entrare nell’enclave spagnola sulla costa del Marocco, innescando una nuova emergenza che ha spinto l’Unione

K metro 0 – Madrid – La diffusione di false informazioni sui social media ha provocato un nuovo aumento della pressione migratoria sull’enclave spagnola di Ceuta, in Nord Africa. Secondo le autorità di Madrid, circa 50mila migranti sono riusciti a entrare nell’enclave spagnola sulla costa del Marocco, innescando una nuova emergenza che ha spinto l’Unione europea a convocare una riunione straordinaria per discutere della situazione e delle possibili risposte degli Stati membri.

Nel frattempo, 22 Paesi europei senza Francia e Portogallo, due Paesi confinanti con la Spagna, hanno presentato una richiesta congiunta ai vertici di Bruxelles per rafforzare i confini esterni dell’Unione. Madrid ha criticato queste prese di posizione, in particolare la decisione di Roma di sospendere Schengen, accusando alcuni governi europei di aver adottato misure “polarizzanti” e, col senno di poi, anche affrettate.

Il governo di Sánchez ha respinto gli attacchi definendoli politicamente motivati, affermando che la maggior parte dei migranti è stata respinta da Ceuta nel giro di poche ore in “stretto coordinamento con le autorità marocchine e con scarso supporto da parte di altri Stati europei”. Tuttavia, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha accettato di fare il punto sulla crisi, ribadendo che contrastare l’immigrazione illegale richiede solidarietà e una risposta europea unita.

Restano inoltre forti divergenze sui numeri della crisi. Il Marocco riconosce 11 morti lungo le proprie coste e sostiene che a Ceuta siano entrate circa 40mila persone. Dati che contrastano con quelli diffusi dalle autorità spagnole, secondo cui i migranti arrivati nell’exclave sono oltre 50mila. Anche il bilancio delle vittime resta incerto: il governo di Madrid parla di 72 morti, mentre le autorità locali di Ceuta indicano un totale di 88 decessi.

Secondo il governo spagnolo, all’origine dell’ondata migratoria vi sono messaggi privi di fondamento diffusi sulle piattaforme digitali, secondo cui in determinati giorni sarebbe stato possibile attraversare il confine con maggiore facilità. La disinformazione ha spinto numerosi migranti, tra cui molti minorenni, a dirigersi verso Ceuta nella speranza di entrare nell’Unione europea. Poi, che la polizia marocchina non si sia accorta di nulla è impossibile, diversi video mostrano agenti che guardano centinaia di partenti senza intervenire, e un’inchiesta del New York Times riporta che diversi migranti hanno confermato che la polizia di Rabat avrebbe aperto i posti di frontiera incitando le persone ad entrare nel territorio spagnolo. Per ora il premier spagnolo ha fatto ricadere la responsabilità dell’accaduto sulle «mafie dei trafficanti», accusate di aver cercato di approfittare di una sentenza della magistratura spagnola che ha reso più complicati i rimpatri dei migranti che arrivano via mare. 

Per far fronte alla situazione, le forze di sicurezza spagnole hanno rafforzato la sorveglianza installando barriere galleggianti di contenimento lungo il confine marittimo e intensificando il coordinamento con le autorità marocchine per contenere gli attraversamenti irregolari e prevenire nuovi tentativi. Diversi giovani sono stati intercettati e assistiti dopo essere rimasti bloccati nell’area di confine. Le autorità hanno inoltre ribadito che non è intervenuta alcuna modifica alle procedure di ingresso né alle politiche di controllo della frontiera.

Ceuta, insieme a Melilla, è una delle due enclave spagnole sulla costa nordafricana e rappresenta da anni uno dei principali punti di pressione delle rotte migratorie verso l’Europa. Nel maggio 2021 la città fu teatro di un massiccio afflusso di migranti, con migliaia di persone che riuscirono a entrare in poche ore approfittando di un temporaneo allentamento dei controlli da parte del Marocco, episodio che provocò una grave crisi diplomatica tra Madrid e Rabat.

Per le autorità spagnole, quanto accaduto conferma il ruolo sempre più rilevante della disinformazione online nell’alimentare movimenti migratori improvvisi. Da qui l’invito a non dare credito a notizie prive di riscontri diffuse attraverso i social network.

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Nizar Ramadan
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