K metro 0 – Bruxelles – “La tassazione degli extraprofitti” delle aziende del settore energetico per contrastare il caro carburanti “è una competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale”. Lo chiarisce un portavoce della Commissione europea, interpellata a proposito della lettera l’Italia ed altri cinque Paesi europei con la quale hanno
K metro 0 – Bruxelles – “La tassazione degli extraprofitti” delle aziende del settore energetico per contrastare il caro carburanti “è una competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale”. Lo chiarisce un portavoce della Commissione europea, interpellata a proposito della lettera l’Italia ed altri cinque Paesi europei con la quale hanno sollecitato la presidenza irlandese del Consiglio Ue perché mettano in agenda il tema alla prossima riunione dei ministri delle Finanze a settembre.
Come puntualizza la portavoce dell’esecutivo Ue, le eventuali misure decise dagli Stati membri devono “naturalmente essere conformi al diritto europeo”. I Paesi “possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare il costo dell’equità sociale e definire misure di tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile”, sottolinea, riferendosi al pacchetto di proposte pubblicato dalla Commissione europea in tale data per rafforzare la resilienza energetica europea. Dal canto suo, la Commissione “rispetterà le decisioni degli Stati membri” e “fornirà assistenza e buone pratiche sulle misure nazionali, oltre a valutarne l’impatto sul mercato unico”, conclude.













