K metro 0 – Madrid – Il ministro dell’Interno della Spagna, Fernando Grande-Marlaska, ha concluso il suo intervento davanti al Congresso chiarendo alcune delle sue precedenti dichiarazioni. Ha negato di aver “in alcun modo incolpato” il presidente di Ceuta, Juan Vivas, per la crisi migratoria e ha insistito sul fatto che le cause di quanto
K metro 0 – Madrid – Il ministro dell’Interno della Spagna, Fernando Grande-Marlaska, ha concluso il suo intervento davanti al Congresso chiarendo alcune delle sue precedenti dichiarazioni. Ha negato di aver “in alcun modo incolpato” il presidente di Ceuta, Juan Vivas, per la crisi migratoria e ha insistito sul fatto che le cause di quanto accaduto il 30 luglio siano “molteplici, strutturali” e “circostanziali”, senza escluderne alcuna già oggetto di indagine.
Interrogato sulle aggressioni sessuali denunciate nell’exclave in territorio africano, Marlaska ha risposto di essere preoccupato per le “aggressioni sessuali contro tutte le donne, le più vulnerabili, tutte le donne e tutte le persone”, e ha criticato l’opposizione per non aver mostrato “la stessa veemenza” quando la violenza di genere viene dibattuta in Parlamento.
Il ministro ha affermato che l’Unità di intervento di polizia (Uip), reparto antisommossa della Polizia nazionale, schierata in città rimarrà a Ceuta “fino a dicembre 2026”, a dimostrazione della “reale volontà di mobilitare tutte le risorse fin dal primo minuto”.
Intanto, la ministra dell’Inclusione e della Migrazione della Spagna, Elma Saiz, ha concluso il suo primo intervento davanti al Congresso sulla crisi migratoria a Ceuta con una dichiarazione sui principi che, a suo dire, hanno guidato l’azione del governo spagnolo: “Non c’è contraddizione tra sicurezza e umanità. Non c’è contraddizione tra la protezione delle frontiere e l’aiuto ai bisognosi.
Non c’è contraddizione tra la fermezza dello Stato e la dignità delle persone”, ha detto, evidenziando che “la protezione delle frontiere e la gestione ordinata dei flussi migratori sono responsabilità inalienabili dello Stato”, ma lo sono altrettanto “il rispetto dei diritti umani, la tutela dei minori” e “l’adempimento di tutti gli impegni assunti dal Paese nell’ambito dell’Unione europea”. Saiz ha criticato l’opposizione per aver ridotto la crisi a mere statistiche: “Per quanto possa essere comodo per alcuni parlare di numeri piuttosto che di persone, e più facile trasformare la paura in retorica che la responsabilità in azione, noi abbiamo scelto quest’ultima: far rispettare la legge, i diritti umani e applicare rigorosamente le nostre normative nazionali e internazionali”.
La ministra ha concluso affermando che “difendere i nostri confini è un obbligo, ma proteggere la dignità umana lo è altrettanto”, e ha ringraziato le Forze di sicurezza dello Stato, gli operatori sanitari e le organizzazioni sociali, nonché “la popolazione di Ceuta, che ha dato una lezione di solidarietà e umanità”.













