K metro 0 – Bruxelles – A pochi mesi dall’entrata in applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, diversi governi europei starebbero valutando ulteriori interventi sulle regole comuni. Il tema sarà discusso sabato 26 settembre al Munich Migration Meeting, al quale è prevista anche la partecipazione del commissario europeo per gli Affari interni
K metro 0 – Bruxelles – A pochi mesi dall’entrata in applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, diversi governi europei starebbero valutando ulteriori interventi sulle regole comuni. Il tema sarà discusso sabato 26 settembre al Munich Migration Meeting, al quale è prevista anche la partecipazione del commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner.
Secondo un documento visionato da Euractiv, i ministri riuniti a Monaco discuteranno la possibilità di chiedere alla Commissione europea un pacchetto legislativo di “semplificazione” del Patto entro la metà del 2027.
Tra le ipotesi indicate nel documento figurano procedure d’asilo più snelle, modifiche alle condizioni per la revoca della protezione in determinati casi e un ampliamento delle informazioni contenute nel sistema Eurodac. Sul tavolo ci sarebbe anche la possibilità di creare una base giuridica per utilizzare strumenti di intelligenza artificiale nell’interpretariato durante alcune procedure d’asilo.
Le proposte non rappresentano al momento una posizione ufficiale dell’Unione europea e l’esito del confronto di Monaco resta da verificare.
L’incontro si inserisce tuttavia in un processo già avviato da alcuni governi. Germania, Austria, Danimarca, Grecia e Paesi Bassi hanno concordato di lavorare alla creazione di cosiddetti “return hubs” in Paesi esterni all’Ue, destinati a persone senza diritto di soggiorno in attesa del rimpatrio.
Reuters aveva riferito all’inizio di settembre che i cinque Paesi intendono raggiungere accordi con Stati terzi e che un nuovo incontro sul dossier sarebbe stato organizzato a Monaco alla fine del mese.
Il vertice potrebbe quindi chiarire se tra i governi partecipanti esista un consenso sufficiente per chiedere alla Commissione di intervenire nuovamente sulla normativa europea in materia di migrazione e asilo.













