Svezia, cinque indagini su possibili irregolarità dopo le elezioni

Svezia, cinque indagini su possibili irregolarità dopo le elezioni

Le inchieste riguardano l’area di Stoccolma e si aggiungono al caso aperto a Borlänge. Il centrosinistra ha ottenuto 176 seggi contro i 173 del blocco di destra. K metro 0 – Stoccolma – La polizia svedese ha aperto cinque indagini preliminari su presunte irregolarità legate alle elezioni del 13 settembre nell’area di Stoccolma, pochi giorni

Le inchieste riguardano l’area di Stoccolma e si aggiungono al caso aperto a Borlänge. Il centrosinistra ha ottenuto 176 seggi contro i 173 del blocco di destra.

K metro 0 – Stoccolma – La polizia svedese ha aperto cinque indagini preliminari su presunte irregolarità legate alle elezioni del 13 settembre nell’area di Stoccolma, pochi giorni dopo l’avvio di un’altra inchiesta sul voto a Borlänge, nella contea di Dalarna.

Le cinque indagini riguardano i comuni di Stoccolma, Sigtuna, Nacka, Täby e Sundbyberg e sono coordinate dalla procura. Secondo la radio pubblica Sveriges Radio, tutte riguardano sospetti di interferenze improprie nelle operazioni di voto, mentre due comprendono anche ipotesi relative a ricompense indebite connesse al voto.

L’apertura delle inchieste arriva dopo elezioni parlamentari decise da un margine ristretto. Il blocco di centrosinistra guidato dalla leader socialdemocratica Magdalena Andersson ha ottenuto 176 dei 349 seggi del Riksdag, contro i 173 conquistati dal blocco di destra del premier uscente Ulf Kristersson, che ha successivamente presentato le dimissioni.

Le nuove indagini si aggiungono a quella avviata a Borlänge, dove la procura sta esaminando un caso legato ai voti di preferenza ottenuti da un candidato del Partito della Sinistra. Gli investigatori stanno verificando, tra l’altro, la distribuzione di schede sulle quali sarebbe stata già indicata una preferenza. All’apertura dell’inchiesta non risultavano persone formalmente sospettate.

La polizia nazionale ha riferito che nel corso del 2026 sono state presentate 58 denunce per possibili interferenze nel voto. Molte riguardano schede elettorali sottratte o nascoste oppure tentativi di influenzare gli elettori nei pressi dei seggi. Le autorità hanno precisato che in diversi casi resta da stabilire se i comportamenti segnalati costituiscano effettivamente un reato.

Al momento non è stato accertato che le presunte irregolarità abbiano modificato il risultato nazionale delle elezioni. Le inchieste dovranno ora stabilire la natura e l’eventuale rilevanza penale degli episodi segnalati.

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