K metro 0 – Londra – Il caso Manchester City rischia di provocare una crisi diplomatica ed economica tra Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi avrebbe avvertito il governo britannico della possibilità di ridimensionare i futuri investimenti nel Paese in seguito al verdetto della Premier League sulle violazioni finanziarie commesse dal club inglese.
K metro 0 – Londra – Il caso Manchester City rischia di provocare una crisi diplomatica ed economica tra Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi avrebbe avvertito il governo britannico della possibilità di ridimensionare i futuri investimenti nel Paese in seguito al verdetto della Premier League sulle violazioni finanziarie commesse dal club inglese. Lo riferisce Bloomberg, con ulteriori dettagli pubblicati dal Telegraph e ripresi dal Guardian.
Secondo le indiscrezioni, le autorità emiratine avrebbero fatto sapere a Londra che le decisioni della Premier League potrebbero avere ripercussioni sulle relazioni bilaterali. Tra i progetti potenzialmente coinvolti figurerebbe un investimento multimiliardario destinato alla realizzazione di un polo tecnologico tra Oxford e Cambridge, concepito sul modello della Silicon Valley. Al momento, tuttavia, non risulta alcuna decisione ufficiale di sospendere i finanziamenti.
La tensione segue la decisione di una commissione indipendente che ha riconosciuto il Manchester City colpevole di gravi violazioni delle norme finanziarie della Premier League, relative al periodo compreso tra il 2009 e il 2018. Secondo le conclusioni dell’indagine, il club avrebbe utilizzato accordi commerciali fittizi per gonfiare i ricavi e sottostimare i costi per oltre 900 milioni di sterline.
Il Manchester City, controllato dal gruppo emiratino Abu Dhabi United Group, respinge le accuse. Il club ha presentato ricorso il primo ottobre, contestando le conclusioni della commissione e sostenendo di disporre di prove inconfutabili a sostegno della propria posizione. Le eventuali sanzioni sportive non sono ancora state definite.
La controversia coinvolge anche il governo britannico. Il presidente del Manchester City e amministratore delegato del fondo sovrano Mubadala, Khaldoon Al Mubarak, ha incontrato il ministro britannico delle Attività produttive, Jonathan Reynolds, a Downing Street il 14 settembre, prima della pubblicazione del verdetto. Secondo Bloomberg, l’incontro riguardava gli investimenti emiratini nel Regno Unito e non sarebbe stata affrontata direttamente la vicenda sportiva.
La posta in gioco è rilevante anche sul piano economico. Negli ultimi cinque anni gli Emirati hanno assunto impegni di investimento per oltre 30 miliardi di sterline nel Regno Unito, in settori strategici come tecnologia, difesa e scienze della vita. L’eventuale deterioramento dei rapporti rischia quindi di estendere le conseguenze del caso Manchester City ben oltre il mondo del calcio.













