Francia, la protesta degli studenti non si ferma: a Belfort indagine dopo gli scontri

Francia, la protesta degli studenti non si ferma: a Belfort indagine dopo gli scontri

K metro 0 – Parigi – La protesta degli studenti francesi non si arresta. Dopo la grande giornata di mobilitazione che ha portato nelle strade centinaia di migliaia di persone, nuovi blocchi dei licei sono previsti in diverse città, mentre il movimento entra in una fase sempre più delicata, segnata da scontri, arresti e accuse

K metro 0 – Parigi – La protesta degli studenti francesi non si arresta. Dopo la grande giornata di mobilitazione che ha portato nelle strade centinaia di migliaia di persone, nuovi blocchi dei licei sono previsti in diverse città, mentre il movimento entra in una fase sempre più delicata, segnata da scontri, arresti e accuse sull’uso della forza da parte della polizia.

Nato alla fine di settembre nella regione parigina, il movimento si è rapidamente esteso al resto della Francia. Al centro delle rivendicazioni ci sono soprattutto le condizioni della scuola pubblica: carenza di insegnanti, difficoltà nel garantire le sostituzioni, classi sovraffollate e strutture considerate inadeguate. Una protesta che, con il passare dei giorni, ha però registrato episodi di crescente tensione tra gruppi di giovani e forze dell’ordine.

Uno dei casi più controversi arriva da Belfort, nell’est del Paese. Nei pressi del liceo Courbet, il 2 ottobre, un agente di polizia in borghese di 59 anni è stato violentemente aggredito durante l’intervento per fermare un minorenne. Le immagini diffuse sui social mostrano il poliziotto trascinare il giovane ammanettato e, successivamente, essere circondato e colpito da più persone fino a cadere a terra. L’agente ha riportato diverse ferite e una breve perdita di conoscenza.

Due studenti, di 15 e 17 anni, sono stati successivamente incriminati per violenze aggravate. Il diciassettenne è stato posto in custodia cautelare.

Ma proprio le circostanze della sua precedente identificazione sono ora al centro di un secondo fronte giudiziario. Secondo alcuni testimoni e la difesa del ragazzo, durante l’intervento nei pressi di un corso d’acqua il poliziotto avrebbe messo in pericolo la vita del giovane. L’avvocato Arié Alimi ha presentato una denuncia per tentato omicidio. La procura di Belfort ha aperto un’inchiesta e affidato accertamenti all’Ispettorato generale della polizia nazionale, l’IGPN.

La ricostruzione è tuttavia contestata. Secondo il procuratore Paul-Edouard Lallois, durante un interrogatorio il ragazzo avrebbe dichiarato di non ritenere che l’agente avesse cercato di annegarlo. Il suo legale contesta apertamente questa versione. Saranno quindi le indagini, insieme all’analisi dei filmati disponibili, a dover chiarire l’esatta dinamica.

Il caso di Belfort si inserisce in un clima nazionale già fortemente teso. Dall’inizio delle proteste sono state aperte diverse inchieste sull’operato delle forze dell’ordine, mentre centinaia di studenti, agenti e personale scolastico sono rimasti feriti.

La mobilitazione, intanto, continua. E quella che era cominciata come una protesta sulle condizioni della scuola francese si è trasformata in una crisi più ampia, nella quale alle rivendicazioni degli studenti si affianca ormai un confronto sempre più acceso sulla gestione dell’ordine pubblico.

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