Francia, Lecornu tende la mano agli studenti: cinque cantieri per rispondere alla protesta

Francia, Lecornu tende la mano agli studenti: cinque cantieri per rispondere alla protesta

K metro 0 – Parigi – Il governo francese prova a rispondere alla protesta degli studenti delle scuole superiori aprendo cinque cantieri su alcune delle principali criticità denunciate durante la mobilitazione. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha assicurato che l’esecutivo intende agire “in modo pragmatico” nei mesi che precedono le elezioni presidenziali, riconoscendo che la

K metro 0 – Parigi – Il governo francese prova a rispondere alla protesta degli studenti delle scuole superiori aprendo cinque cantieri su alcune delle principali criticità denunciate durante la mobilitazione. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha assicurato che l’esecutivo intende agire “in modo pragmatico” nei mesi che precedono le elezioni presidenziali, riconoscendo che la rabbia dei giovani “non nasce dal nulla”.

I cinque interventi riguardano la continuità delle lezioni in caso di assenza degli insegnanti, il miglioramento degli edifici scolastici, l’organizzazione delle giornate e degli orari, una maggiore trasparenza di Parcoursup – la piattaforma che gestisce l’accesso all’istruzione superiore – e nuovi strumenti per consentire agli studenti di esprimersi e ottenere risposte concrete.

La tabella di marcia era stata formalizzata da Lecornu in una lettera al governo del 4 ottobre. Il premier ha chiesto ai ministri di presentare entro la fine del mese le prime decisioni, specificandone costi, finanziamenti e tempi di realizzazione.

Il governo ha contemporaneamente avviato una consultazione nazionale sulla piattaforma Agora, aperta fino al 23 ottobre. Da mercoledì 7 ottobre, inoltre, i licei francesi dedicano una mezza giornata al confronto interno, durante la quale gli studenti possono esporre difficoltà, aspettative e proposte.

Lecornu ha cercato anche di affrontare il malessere più generale espresso dai giovani. Secondo il premier, “nessuno può rimanere indifferente alle loro ansie”. Gli attuali studenti, ha ricordato, erano bambini o adolescenti durante la pandemia di Covid e sono successivamente cresciuti in un contesto segnato dalle guerre, dalla crisi climatica e dalle difficoltà economiche di molte famiglie. Compito del governo e delle forze politiche, ha sostenuto, è ricostruire la fiducia, a partire dall’ascolto.

Rimane però aperta la controversia sulla gestione dell’ordine pubblico durante le proteste. Lecornu ha assicurato che alle forze dell’ordine non è stato impartito l’ordine di “affrontare” gli studenti.

Secondo i dati comunicati dal governo, dall’inizio della mobilitazione sono rimasti feriti 215 studenti. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, dopo le polemiche sulle modalità degli interventi, ha precisato che l’azione delle forze dell’ordine deve comunque rispettare i principi di proporzionalità e il quadro previsto dalla legge.

La risposta politica arriva dopo settimane di mobilitazione per chiedere maggiori risorse, migliori condizioni negli istituti e cambiamenti nel sistema di orientamento e accesso all’università.

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Joseph Villeroy
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