K metro 0 – Londra – L’intelligenza artificiale potrebbe consentire anche a gruppi terroristici con competenze tecnologiche limitate di acquisire conoscenze per sviluppare armi biologiche, qualora i sistemi di sicurezza adottati per limitarne l’utilizzo si rivelassero inefficaci. È l’allarme lanciato dal direttore generale dell’MI5, Ken McCallum, durante il suo intervento annuale sulle minacce alla sicurezza
K metro 0 – Londra – L’intelligenza artificiale potrebbe consentire anche a gruppi terroristici con competenze tecnologiche limitate di acquisire conoscenze per sviluppare armi biologiche, qualora i sistemi di sicurezza adottati per limitarne l’utilizzo si rivelassero inefficaci. È l’allarme lanciato dal direttore generale dell’MI5, Ken McCallum, durante il suo intervento annuale sulle minacce alla sicurezza nazionale britannica, tenuto martedì nella sede dei servizi segreti a Thames House, a Londra.
Secondo McCallum, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta già modificando il panorama della sicurezza internazionale, offrendo nuove opportunità tanto agli apparati di intelligence quanto alle organizzazioni terroristiche. I sistemi più avanzati possono essere utilizzati per perfezionare attacchi informatici, produrre propaganda estremista personalizzata e migliorare la pianificazione di operazioni violente.
Il capo dell’MI5 ha riferito che i servizi britannici hanno già individuato terroristi intenzionati a sfruttare l’intelligenza artificiale per migliorare le attività di ricognizione e le modalità di attacco, anche attraverso l’impiego di droni. La preoccupazione maggiore riguarda tuttavia il possibile utilizzo futuro di queste tecnologie nel settore delle armi biologiche.
McCallum ha spiegato che organizzazioni terroristiche come Al Qaeda hanno cercato per decenni di acquisire capacità nel campo delle armi chimiche, biologiche e radiologiche, incontrando difficoltà tecniche significative. L’intelligenza artificiale, qualora venissero meno le necessarie protezioni, potrebbe abbassare tali barriere, rendendo accessibili conoscenze finora riservate a soggetti altamente specializzati.
Un ulteriore rischio, ha aggiunto, riguarda la possibilità che sistemi avanzati contribuiscano alla progettazione di nuovi agenti patogeni. Il responsabile dell’intelligence ha tuttavia precisato che questi scenari non si sono ancora concretizzati e rappresentano minacce potenziali da prevenire.
Per affrontare le nuove sfide, l’MI5 ha annunciato la creazione di un centro specializzato nella valutazione delle minacce legate all’intelligenza artificiale, che opererà in collaborazione con la National Crime Agency e il National Cyber Security Centre, struttura collegata all’agenzia britannica di intelligence elettronica GCHQ.
Nel suo intervento, McCallum ha richiamato anche i rischi derivanti dalla crescente capacità dei sistemi di intelligenza artificiale di superare le prestazioni umane in determinati ambiti, sottolineando la necessità di sviluppare adeguati strumenti di controllo.
Il capo dell’MI5 ha infine invitato istituzioni, imprese e cittadini a rafforzare la resilienza nazionale di fronte a minacce sempre più complesse, che comprendono terrorismo, sabotaggi, cyberattacchi e campagne di disinformazione.













