K metro 0 – Washington – Donald Trump interviene nella controversia sulle restrizioni imposte al sistema satellitare Starlink utilizzato dalle forze armate ucraine. Secondo il Wall Street Journal, il presidente americano ha contattato Elon Musk per chiedere la rimozione dei limiti che hanno ostacolato alcune operazioni militari di Kiev. Dopo il colloquio, il servizio avrebbe
K metro 0 – Washington – Donald Trump interviene nella controversia sulle restrizioni imposte al sistema satellitare Starlink utilizzato dalle forze armate ucraine. Secondo il Wall Street Journal, il presidente americano ha contattato Elon Musk per chiedere la rimozione dei limiti che hanno ostacolato alcune operazioni militari di Kiev. Dopo il colloquio, il servizio avrebbe mostrato segnali di miglioramento, ma restano versioni contrastanti sull’effettivo ripristino delle sue funzionalità.
Il quotidiano statunitense, citando funzionari americani e ucraini, riferisce che la rete ha ripreso a operare più regolarmente dopo l’intervento di Trump. Alcuni reparti avrebbero registrato prestazioni superiori a quelle consentite dalle restrizioni precedenti. Altre fonti ucraine, tuttavia, sostengono che il sistema non sia ancora tornato pienamente operativo.
Interrogato dai giornalisti alla Casa Bianca, Trump non ha voluto confermare esplicitamente la telefonata con Musk. Ha ribadito di avere un buon rapporto con il fondatore di SpaceX, sostenendo che, indipendentemente da chi abbia preso l’iniziativa, il servizio sia stato ripristinato.
La situazione appare più complessa secondo Kiev. Un funzionario ucraino citato dal Kyiv Independent ha contestato le notizie sulla rimozione delle restrizioni, affermando che il limite di 161 chilometri orari sarebbe ancora in vigore. Il presidente Volodymyr Zelensky ha inoltre dichiarato che non è stata ripristinata la possibilità di utilizzare il sistema su mezzi che raggiungono i 400 chilometri orari.
La soglia riguarda la velocità di movimento dei terminali satellitari, non quella della connessione internet. Quando viene superata, il collegamento può interrompersi, compromettendo l’impiego di droni veloci e di sistemi destinati a intercettare gli attacchi russi.
Le limitazioni, emerse il 14 ottobre, hanno evidenziato la dipendenza delle forze ucraine da un’infrastruttura tecnologica privata. Starlink svolge infatti un ruolo fondamentale nelle comunicazioni sul campo, mentre le capacità satellitari utilizzate nelle operazioni militari sono diventate un elemento centrale della guerra dei droni.
Restano controversi anche i motivi dell’introduzione delle restrizioni. Trump ha negato di averne ordinato l’applicazione, mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha sostenuto che le decisioni sull’accesso ai servizi di SpaceX competono all’azienda. Musk ha invece richiamato il ruolo delle autorità americane nella gestione di Starshield, la versione militare della tecnologia satellitare.
La vicenda si inserisce in una fase di tensione nei rapporti tra Washington e Kiev, aggravata dalle divergenze sulle sanzioni contro Mosca e sugli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe. Zelensky continua a chiedere agli Stati Uniti maggiore pressione sul Cremlino, mentre proseguono i tentativi diplomatici per riaprire un negoziato.
Per l’Ucraina, la questione resta soprattutto operativa. Il miglioramento segnalato da alcune unità rappresenta un possibile passo avanti, ma soltanto verifiche sul campo potranno chiarire se le restrizioni siano state eliminate completamente. La controversia mostra quanto il controllo delle comunicazioni satellitari possa incidere direttamente sulle capacità militari di un Paese in guerra.













