K metro 0 – Washington – La pesante sconfitta elettorale di Donald Trump ha esposto Pete Hegseth a forti critiche per la guerra contro l’Iran, mettendo in discussione anche la sua permanenza alla guida del Pentagono. Lo rivelano fonti informate alle emittenti “Cnn” e “Cbs”, secondo cui il politico 46enne è diventato un potenziale capro
K metro 0 – Washington – La pesante sconfitta elettorale di Donald Trump ha esposto Pete Hegseth a forti critiche per la guerra contro l’Iran, mettendo in discussione anche la sua permanenza alla guida del Pentagono. Lo rivelano fonti informate alle emittenti “Cnn” e “Cbs”, secondo cui il politico 46enne è diventato un potenziale capro espiatorio dopo che i democratici hanno conquistato una netta vittoria nelle elezioni di metà mandato di ieri, ottenendo il controllo di entrambe le camere del Congresso e infliggendo un duro colpo ai repubblicani.
In particolare, funzionari e fedelissimi dell’amministrazione Trump hanno iniziato ad attribuire la disfatta repubblicana alla decisione del presidente di attaccare l’Iran. Hegseth potrebbe essere chiamato a pagarne le conseguenze. Alcuni ritengono che il segretario alla Difesa, tra i principali sostenitori del conflitto in corso da otto mesi, possa essere sacrificato mentre il presidente cerca qualcuno a cui attribuire la responsabilità della sconfitta. Secondo quanto riportato dalla “Cnn”, Trump avrebbe già sondato in privato alcuni suoi alleati per raccogliere valutazioni sull’operato di Hegseth.
All’interno della Casa Bianca si ritiene che il capo del Pentagono abbia mostrato un eccessivo ottimismo sull’andamento del conflitto, iniziato a febbraio e responsabile di un forte aumento dei prezzi dell’energia e del crescente malcontento negli Stati Uniti.













