Tenerife. Arona, la comunità che capeggia è quella italiana
- Speciale, Diritti e integrazione
- 4 Ottobre 2020

K metro 0 – Roma – Sono trascorsi 18 anni dalla scomparsa del Leader Nazionale dell’Azerbaigian Heydar Aliyev. Presidente simbolo del moderno Azerbaigian indipendente, gettò quelle basi che hanno traghettato l’Azerbaigian verso la sua attuale identità: un paese indipendente, in continua crescita economica, modello di multiculturalismo, modello regionale, partner strategico dell’Occidente e dell’Italia in particolare.
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K metro 0 – Baku – Il 7 dicembre 2021, la Corte internazionale di giustizia ha accolto la richiesta dell’Azerbaigian di misure provvisorie per vietare la promozione dell’odio razziale da parte di individui e organizzazioni che operano nel territorio dell’Armenia, comprese quelle che prendono di mira gli azerbaigiani. La Corte ha giustamente ordinato all’Armenia di
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K metro 0 – Roma – Quello dei dispersi è un tema molto sentito in Azerbaigian, dove, a causa del conflitto tra Erevan ed Baku e al perpetuarsi, per circa 30 anni, dell’occupazione militare da parte dell’Armenia sul 20% del territorio azerbaigiano, 3.890 persone risultano ancora dispersi. Lo ha detto oggi, la commissaria per i
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K metro 0 – Baku – Il 26 novembre si sono svolti a Sochi i colloqui trilaterali tra il Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, il Presidente della Russia, Vladimir Putin e il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan. Al termine dei colloqui i leader dei tre paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta, il cui testo
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K metro 0 – Roma – Una giornata di parole, musiche e danze a Villa Borghese per celebrare l’880° anniversario del celebre poeta azerbaigiano Nizami Ganjavi. Con decreto del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian il 2021 è stato dichiarato “Anno di Nizami Ganjavi” e ha visto numerosi eventi celebrativi in tutto il mondo. Il fatto che
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K metro 0 – Baku – Regge (per il momento…) il cessate il fuoco fra armeni e azeri all’indomani degli scontri mortali fra i due arcinemici che avevano scatenato i timori di un’altra fiammata nella loro disputa sul Nagorno Karabakh. I combattimenti si sono conclusi grazie alla mediazione del ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.
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