K metro 0 – Roma – Conflitti armati, disastri ambientali: le emergenze umanitarie sono sempre più al centro dell’attenzione, tanto più quando le crisi che ne conseguono mostrano il loro volto, molto vicino all’Occidente. Che all’origine ci siano i cambiamenti climatici, o la fragilità degli equilibri geopolitici del dopo-Guerra fredda, poco importa: tutto lascia pensare
K metro 0 – Roma – Conflitti armati, disastri ambientali: le emergenze umanitarie sono sempre più al centro dell’attenzione, tanto più quando le crisi che ne conseguono mostrano il loro volto, molto vicino all’Occidente. Che all’origine ci siano i cambiamenti climatici, o la fragilità degli equilibri geopolitici del dopo-Guerra fredda, poco importa: tutto lascia pensare che negli anni a venire, purtroppo, lo stato di salute dell’umanità non andrà a migliorare.
Assieme al numero delle emergenze, negli ultimi anni è aumentato quello degli operatori coinvolti nell’assistenza umanitaria: organizzazioni non governative, agenzie ad-hoc delle Nazioni Unite, altri operatori internazionali. Per avere un’idea del crescente sviluppo di tutto il settore, basta considerare i fondi, sempre più cospicui, impiegati nei progetti di emergenza.
Questa crescita ha generato un proliferare di master e corsi sulla cooperazione internazionale, con offerta formativa, però, molto modesta per quel che riguarda gli aspetti pratici degli interventi umanitari. L’università di Roma Tre intende riempire questo vuoto con un master in lingua inglese, denominato “Humanitarian Action and Protection of the Individual”. È un’offerta accademica che rappresenta anche una risposta alla richiesta generalizzata di impegno sociale da parte dei giovani: il suo punto di riferimento è un’intera generazione, che oggi è attenta alla realtà internazionale assai più che agli avvenimenti locali, motivata e interessata alla partecipazione.
Questo master permette un approfondimento sui settori fondamentali dell’intervento umanitario, a partire dalla gestione di un progetto di cooperazione internazionale in emergenza. Questo aspetto trasversale della materia fa sì che il corso non sia diretto solo agli studenti di Scienze politiche, ma anche a quelli di facoltà come Sociologia, Diritto, Ingegneria, Medicina e altri. A fornire la propria esperienza sono attori qualificati, del mondo accademico come dell’universo umanitario, eccellenze del settore selezionate da un Comitato scientifico, grazie anche alla disponibilità di organismi come Medici senza Frontiere e Oxfam.
Parte fondamentale del corso sono gli aspetti tecnici dei quattro settori chiave dell’intervento umanitario (WASH, Food Security, Health Action e Shelter), i meccanismi del ciclo di ogni progetto (dalla stesura alla fase Monitoring & Evaluation), le tecniche di interazione con le popolazioni locali, con i necessari temi di mediazione interculturale.
Oltre all’impostazione teorico-politica e all’approfondimento sanitario dell’emergenza, sono previste un’area tematica di specializzazione sulla logistica, una legata alle operazioni di peacekeeping, una dedicata al diritto umanitario. L’eccellenza della proposta è garantita dall’equilibrio fra rigore accademico e capacità di intervento pratico.













