K metro 0 – Roma – Il Governo italiano ha formalmente protestato con le autorità israeliane e ha ribadito con fermezza che quanto sta accadendo nei pressi della base del contingente Unifil non è ammissibile. Gli “atti ostili compiuti e reiterati contro la postazione 1-31 (di Unifil) potrebbero costituire crimini di guerra e rappresentano una violazione
K metro 0 – Roma – Il Governo italiano ha formalmente protestato con le autorità israeliane e ha ribadito con fermezza che quanto sta accadendo nei pressi della base del contingente Unifil non è ammissibile. Gli “atti ostili compiuti e reiterati contro la postazione 1-31 (di Unifil) potrebbero costituire crimini di guerra e rappresentano una violazione del diritto umanitario non giustificata da alcuna necessità militare”. Lo ha detto in una conferenza stampa a Palazzo Chigi il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ricordando di aver espresso la posizione del governo italiano sia all’omologo israeliano, Yoav Gallant, che all’ambasciatore a Roma, Jonathan Peled.
Quindi “l’attacco contro una torretta della base avanzata 1-31 di Unifil non è un errore né un incidente, quindi abbiamo bisogno di spiegazioni nei tempi più rapidi possibile. L’addetto militare non era presente”, ha aggiunto Crosetto, affermando che fornirà spiegazioni in futuro, perché Unifil è una “missione nata per portare pace e non per subire aggressioni”. “L’Italia – ha continuato il ministro della Difesa – segue la vicenda e farà di tutto per la sicurezza di chi lavora per la pace. Siamo certi che il segnale mandato oggi sia giunto dove doveva giungere. Vogliamo capire perché è successo quello che è successo”, ha aggiunto.













