Stati arabi e le Nazioni Unite condannano stop aiuti a Gaza da parte di Israele

Stati arabi e le Nazioni Unite condannano stop aiuti a Gaza da parte di Israele

K metro 0 – Cairo – Diversi Stati arabi e le Nazioni Unite hanno condannato Israele per aver bloccato l’ingresso di tutti gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza domenica 2 marzo. L’Egitto e il Qatar hanno dichiarato che la mossa israeliana ha violato un accordo di cessate il fuoco, mentre il capo delle Nazioni

K metro 0 – Cairo – Diversi Stati arabi e le Nazioni Unite hanno condannato Israele per aver bloccato l’ingresso di tutti gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza domenica 2 marzo. L’Egitto e il Qatar hanno dichiarato che la mossa israeliana ha violato un accordo di cessate il fuoco, mentre il capo delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari Tom Fletcher l’ha definita “allarmante”. Così si è infatti espresso su X il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari: “Il diritto umanitario internazionale è chiaro: ci deve essere consentito l’accesso per fornire aiuti vitali”.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto che il suo Paese ha agito perché Hamas stava rubando le forniture e le usava “per finanziare la sua macchina del terrore”. Ha inoltre accusato il gruppo palestinese di aver rifiutato la proposta degli Stati Uniti di estendere il cessate il fuoco a Gaza, scaduto sabato. Hamas ha in precedenza negato di aver rubato gli aiuti umanitari a Gaza.

Un suo portavoce ha poi aggiunto che il blocco di Israele è un “ricatto a buon mercato” e un “colpo di stato” contro l’accordo di cessate il fuoco che ha interrotto 15 mesi di combattimenti tra Hamas e l’esercito israeliano, con il rilascio di 33 ostaggi israeliani per circa 1.900 prigionieri e detenuti palestinesi.

In Egitto, il ministero degli Esteri ha accusato Israele di usare la fame come “arma contro il popolo palestinese”, ha riferito l’agenzia di stampa AFP. Sia il Qatar sia l’Egitto hanno difatti contribuito a mediare l’accordo di cessate il fuoco a Gaza. Nel frattempo, l’Arabia Saudita ha espresso la sua “condanna e denuncia” del blocco degli aiuti israeliani, ha dichiarato il ministero degli Esteri e così la Giordania, secondo cui la mossa israeliana minaccia “di riaccendere la situazione nel settore”. “Sottolineiamo la necessità che Israele smetta di usare la fame come arma contro i palestinesi e gli innocenti”, ha dichiarato il suo ministero degli Esteri.

Il ministero degli Affari Esteri egiziano ha affermato che le azioni violano la Quarta Convenzione di Ginevra e “tutti i principi religiosi”. La Quarta Convenzione di Ginevra, adottata nel 1949, fornisce protezione umanitaria ai civili nelle zone di guerra.

Netanyahu ha affermato che Hamas si rifiuta di accettare un’estensione temporanea del cessate il fuoco proposta dall’inviato del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff. La prima fase del cessate il fuoco, ricordiamo, è entrata in vigore il 19 gennaio ed è scaduta alla mezzanotte di sabato 1° marzo. I negoziati per la seconda fase, che dovrebbe portare a un cessate il fuoco permanente, al rilascio di tutti gli ostaggi ancora in vita e al ritiro delle forze israeliane da Gaza, avrebbero dovuto iniziare settimane fa, ma sono appena iniziati. Si ritiene che ci siano 24 ostaggi vivi e che altri 35 siano presumibilmente morti. La terza fase dovrebbe portare infine alla restituzione di tutti i corpi degli ostaggi morti e alla ricostruzione di Gaza, che si prevede richiederà anni.

Hamas aveva però dichiarato che non accetterà alcuna estensione della prima fase senza garanzie da parte dei mediatori che la seconda fase avrà luogo. Alla scadenza della prima fase dell’accordo, sabato, l’ufficio di Netanyahu ha dichiarato che Israele ha accettato la proposta di Witkoff di continuare il cessate il fuoco per circa sei settimane durante il mese sacro musulmano del Ramadan e il periodo della Pasqua ebraica.

Se al termine di questo periodo i negoziati dovessero giungere a un punto morto, Israele si riserverebbe il diritto di tornare in guerra. Witkoff non ha reso pubblica la sua proposta. Secondo Israele, si inizierebbe con il rilascio della metà degli ostaggi vivi e morti rimasti. Secondo Israele, Witkoff avrebbe proposto la proroga temporanea dopo essersi convinto che fosse necessario più tempo per cercare di colmare le differenze tra Israele e Hamas sulle condizioni per porre fine alla guerra.

Intanto, lee agenzie umanitarie hanno confermato che domenica mattina non è stato permesso l’ingresso a Gaza di nessun camion di aiuti. “L’assistenza umanitaria deve continuare ad affluire a Gaza. È davvero essenziale. E chiediamo a tutte le parti di assicurarsi di raggiungere una soluzione”, ha dichiarato alla BBC Antoine Renard del Programma alimentare mondiale (PAM).

Migliaia di camion sono entrati nella Striscia di Gaza ogni settimana da quando è stato concordato il cessate il fuoco a metà gennaio. Le agenzie umanitarie sono riuscite a immagazzinare i rifornimenti, il che significa che non c’è un pericolo immediato per la popolazione civile. Sempre domenica, i medici hanno dichiarato che quattro persone sono state uccise negli attacchi israeliani a Gaza. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver attaccato persone che stavano piazzando un ordigno esplosivo nel nord del territorio.

Gli ospedali, nel frattempo, sono ancora in difficoltà. E con la decisione di bloccare tutti gli aiuti in arrivo a Gaza, comprese le forniture mediche, è probabile che continuino a lottare per fornire assistenza ai gruppi vulnerabili”, ha rivelato Al Jazeera.

Il Comitato internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha dichiarato: “Senza accesso agli aiuti, la vita delle persone è ancora una volta in pericolo”. Anche il direttore regionale del Consiglio norvegese per i rifugiati per il Medio Oriente e il Nord Africa, Angelita Caredda, ha affermato che il blocco degli aiuti a Gaza spingerebbe la popolazione civile “oltre il collasso”.

 

di Sandro Doria

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