Ue, Costa visita il Golfo, impegnato a rafforzare legami strategici

Ue, Costa visita il Golfo, impegnato a rafforzare legami strategici

K metro 0 – Doha – La chiusura dello Stretto di Hormuz riporta l’energia al centro della fragilità dell’Europa e la rende esposta alla dipendenza dalle rotte alternative e all’altalena dei prezzi industriali già elevati e dei trasporti sotto pressione. “L’Unione europea si impegna a rafforzare i suoi legami strategici con il Qatar e i partner del Golfo,

K metro 0 – Doha – La chiusura dello Stretto di Hormuz riporta l’energia al centro della fragilità dell’Europa e la rende esposta alla dipendenza dalle rotte alternative e all’altalena dei prezzi industriali già elevati e dei trasporti sotto pressione. “L’Unione europea si impegna a rafforzare i suoi legami strategici con il Qatar e i partner del Golfo, in particolare in materia di sicurezza energetica, commercio, investimenti e cooperazione umanitaria”. Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, su X dopo l’incontro con Tamim bin Hamad Al Thani, leader del Qatar, a Doha.

L’incontro è stato focalizzato sugli “sforzi per allentare la tensione nella regione” e, in particolare, su “due priorità principali”: lavorare per un cessate il fuoco “più stabile e duraturo” e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Le Borse europee hanno accusato il colpo, mentre in Italia, per ora, i listini della pompa non si sono spostati. Il vero nodo, semmai, non è il prezzo all’origine ma  se Hormuz resta chiuso. Il rischio non è soltanto pagare di più, ma scoprire che l’Unione europea, dopo aver chiuso oltre 30 raffinerie, non è più autosufficiente neppure su una filiera strategica. Da Bruxelles la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha provato a tenere insieme prudenza e risposta, escludendo, allo stato, la sospensione del Patto di stabilità: non ci sono ancora, ha detto, le condizioni per ricorrere alla clausola generale. La presidente ha invitato intanto, i Paesi membri a non aggravare i deficit con misure indiscriminate e ha fissato la linea europea: interventi mirati, temporanei, concentrati sui soggetti vulnerabili. Entro aprile arriverà il nuovo regime sugli aiuti di Stato, ma un punto politico è già chiaro: Bruxelles non intende sospendere né Ets né Cbam, considerati fattori non decisivi nell’impennata delle bollette. La risposta strutturale, nelle parole di von der Leyen, resta l’elettrificazione.

Intanto la Russia ha fatto sapere che è pronta a inviare all’Europa tutto il gas rimanente una volta soddisfatte le esigenze dei mercati alternativi. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, in un’intervista concessa all’emittente televisiva “Vgtrk”. “Per ora ce n’è in abbondanza, ce n’è ancora”, ha detto Peskov, affermando che le esportazioni di gas russo sono recentemente aumentate, ma aggiungendo che i mercati alternativi a cui il Paese si è rivolto sono “ingordi”. Peskov ha quindi definito l’Europa “miope” per aver abbandonato le importazioni energetiche russe, pur ammettendo che i Paesi europei troveranno un modo per importare gas anche se la Russia non lo fornirà direttamente al mercato europeo. “Non si può escludere, ovviamente. Ci sono così tanti impianti di liquefazione del gas nel continente europeo e in Medio Oriente che questo processo, questo mercato spot, è vivo come un organismo vivente”, ha affermato Peskov, aggiungendo che le fonti di energia al mondo sono poche e si possono contare sulle dita di una mano.

Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz – secondo gli esperti –  non si è fermato dopo l’entrata in vigore del blocco navale statunitense, ma ha assunto forme più selettive e incerte, tra navi che continuano il transito, unità che invertono la rotta e altre che navigano senza segnale.

In un contesto geopolitico segnato dal conflitto in Iran e dalla chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha compiuto una visita a sorpresa di due giorni nel Golfo Persico, visitando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar.

La premier punta consolidare la sicurezza energetica nazionale, in un momento in cui il caro-energia rischia di aggravare le difficoltà dell’economia italiana. Meloni ha ammesso “effetti concreti negativi sull’energia e sull’economia italiana” e ha garantito che l’esecutivo interverrà “con tutti gli strumenti possibili per proteggere le famiglie e le imprese”.

L’Europa  nel frattempo, rivendica la libertà di navigazione e respinge qualunque accordo che la limiti; la visita di Costa nel Golfo punta a sostenere la via diplomatica. Ma finché Hormuz resta chiuso, la politica energetica dell’Unione europea resta sospesa tra l’urgenza del presente e la lentezza delle sue soluzioni.

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Nizar Ramadan
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