Colombia, attentato delle FARC, 19 i morti e 38 feriti

Colombia, attentato delle FARC, 19 i morti e 38 feriti

K metro 0 – Bogotá – In Colombia, si contano almeno 19 morti e 38 feriti per l’attentato dinamitardo avvenuto sabato su un’autostrada nel municipio di Cajibío, a circa 35 km da Popayán, nel sud-ovest del Paese. L’attacco è l’ultimo di una serie di esplosioni che hanno preso di mira le infrastrutture pubbliche del Paese

K metro 0 – Bogotá – In Colombia, si contano almeno 19 morti e 38 feriti per l’attentato dinamitardo avvenuto sabato su un’autostrada nel municipio di Cajibío, a circa 35 km da Popayán, nel sud-ovest del Paese. L’attacco è l’ultimo di una serie di esplosioni che hanno preso di mira le infrastrutture pubbliche del Paese nelle ultime 48 ore, mentre si avvicinano le elezioni presidenziali di fine maggio.

L’ordigno è stato fatto detonare mentre un autobus percorreva l’autostrada Panamericana nel comune di Cajibío, nel dipartimento del Cauca, lasciando un cratere nell’asfalto. La bomba ha distrutto, oltre all’autobus, diverse auto e furgoni. Molte delle vittime appartengono alle comunità indigene locali. Il comandante delle Forze Armate colombiane, Hugo López, ha subito parlato di terrorismo e ha attribuito la responsabilità delle esplosioni ad alcuni gruppi dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). Nello specifico, sono state indicate come colpevoli le fazioni di Iván Mordisco, una delle figure più ricercate del Paese, e di Jaime Martínez.

In un post su X, il presidente Gustavo Petro ha descritto i responsabili come “terroristi”, “fascisti” e “narcotrafficanti”. Il leader colombiano, parlando degli attentatori, ha inoltre dichiarato: “Vogliono che l’estrema destra – il fascismo – governi la Colombia, perché sanno di poter condurre con loro i loro traffici illeciti di cocaina e oro.”

Il governatore della provincia del Cauca, Octavio Guzmán, ha invece chiesto al governo centrale “un’azione decisa, costante ed efficace” per affrontare la grave crisi di ordine pubblico, nonché una maggiore presenza del Ministero della Difesa nella provincia.

Le FARC sono state per molti decenni la principale milizia rivoluzionaria del Paese, dedita a guerriglia, rapimenti e narcotraffico. Il gruppo si è disarmato nel 2017, dopo un accordo con il governo colombiano. Tuttavia, alcune fazioni dissidenti hanno continuato le attività criminali, continuando a usare il nome FARC. Dal 2022, il presidente Petro ha avviato un ambizioso programma di riconciliazione nazionale con i guerriglieri, chiamato “Paz Total” (“pace totale”), che però finora non ha dato molti risultati.

Negli ultimi tempi questi gruppi hanno intensificato attacchi e rapimenti nel tentativo di imporsi nel traffico illegale di cocaina e di influenzare i risultati delle prossime elezioni presidenziali, in programma il 31 maggio. La questione della sicurezza è destinata a rimanere al centro della campagna elettorale in vista delle presidenziali, in un contesto delicato in cui i negoziati con l’Esercito di liberazione nazionale (Eln) sono bloccati, mentre quelli con le fazioni dissidenti delle Farc procedono a singhiozzo, e la violenza nel Cauca e nella Valle del Cauca non accenna a diminuire.

Inoltre, gli attacchi sono avvenuti a poche ore dalla visita del presidente Petro in Venezuela, durante la quale è stato annunciato un accordo di cooperazione militare con Caracas per liberare le zone di confine dai gruppi paramilitari responsabili di attività illegali, come il traffico di droga e di minerali preziosi.

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Edoardo Adario
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