Pyongyang elimina dalla Costituzione i riferimenti alla riunificazione con Seul

Pyongyang elimina dalla Costituzione i riferimenti alla riunificazione con Seul

K metro 0 – Pyongyang – La Corea del Nord ha eliminato dalla propria Costituzione tutti i riferimenti alla riunificazione con il Sud, secondo un documento visionato mercoledì dall’agenzia AFP. E così, una clausola che affermava che la Corea del Nord mirava “a realizzare la riunificazione della patria” non compare più nell’ultima versione della Costituzione,

K metro 0 – Pyongyang – La Corea del Nord ha eliminato dalla propria Costituzione tutti i riferimenti alla riunificazione con il Sud, secondo un documento visionato mercoledì dall’agenzia AFP. E così, una clausola che affermava che la Corea del Nord mirava “a realizzare la riunificazione della patria” non compare più nell’ultima versione della Costituzione, presentata durante una conferenza stampa del Ministero sudcoreano dell’Unificazione.

La decisione segna un ulteriore irrigidimento politico e ideologico nei rapporti tra i due Paesi della penisola coreana. Secondo quanto riferito dall’agenzia sudcoreana Yonhap, nella nuova versione della Carta costituzionale di Pyongyang sono state eliminate tutte le formulazioni che evocavano l’idea di una Corea unita. Anche la definizione territoriale dello Stato è stata aggiornata: non si parla più della “metà settentrionale” della penisola, mentre viene riconosciuto esplicitamente il confine meridionale con la Corea del Sud.

La revisione costituzionale rafforza inoltre in modo significativo il ruolo di Kim Jong-un. Per la prima volta il leader nordcoreano viene definito formalmente capo dello Stato e gli viene attribuito a livello costituzionale il comando dell’arsenale nucleare del Paese, prerogativa che già esercitava di fatto.

Le modifiche ridimensionano anche il ruolo dell’Assemblea Popolare Suprema: il parlamento non potrà più destituire Kim, perdendo così ufficialmente qualsiasi funzione di controllo politico sull’esecutivo.

La svolta arriva dopo che il leader nordcoreano Kim Jong-un aveva definito Seul “lo Stato più ostile” in un discorso politico pronunciato a marzo. La Costituzione revisionata, che secondo il documento sarebbe stata introdotta a marzo, include anche una nuova clausola che delimita il territorio della Corea del Nord.

Utilizzando il nome ufficiale della Corea del Sud, il testo afferma che il territorio comprende difatti l’area confinante a nord con Cina e Russia “e con la Repubblica di Corea a sud”.

La Corea del Nord “non consente assolutamente alcuna violazione del proprio territorio”, aggiunge il testo. Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha chiesto colloqui con il Nord senza precondizioni, affermando tuttavia che i due Paesi sono destinati “a far sbocciare i fiori della pace”.

Dopo la guerra di Corea degli anni Cinquanta, la penisola è rimasta divisa tra Nord e Sud, con rapporti spesso caratterizzati da forti tensioni militari e diplomatiche. A partire dagli anni Duemila erano però emersi tentativi di dialogo e dichiarazioni congiunte favorevoli a una futura riunificazione.

Negli ultimi anni Pyongyang ha man mano abbandonato questa linea. Già nel 2023 Kim Jong-un aveva dichiarato che una Corea unificata non fosse più raggiungibile pacificamente, aprendo di fatto alla teoria di due Stati distinti e contrapposti. Da allora il regime ha intensificato la retorica contro Seul, definita più volte “Stato ostile”, anche se questa espressione non compare esplicitamente nella nuova Costituzione.

Ma il Nord non ha risposto alle aperture dell’amministrazione Lee e ha ripetutamente definito il Sud il suo “avversario più ostile”. Kim ha promesso di rafforzare le proprie forze nucleari e Pyongyang ha effettuato quattro test missilistici ad aprile, il numero più alto in un singolo mese da oltre due anni.

Il ministero sudcoreano dell’Unificazione ha dichiarato ad aprile che l’economia nordcoreana sta mostrando segnali di ripresa, mentre Pyongyang approfondisce i legami commerciali e diplomatici con la Russia e con il tradizionale alleato cinese.

La Cina è da tempo il principale sostenitore economico del Paese diplomaticamente isolato, anche se Pyongyang si è avvicinata ulteriormente a Mosca dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022.

Pyongyang e Mosca hanno firmato nel 2024 un trattato di difesa che prevede sostegno militare nel caso in cui uno dei due Paesi venga attaccato. Nello stesso anno, la Corea del Nord ha inviato migliaia di soldati in Russia a sostegno della guerra contro l’Ucraina. Sono stati schierati nella regione occidentale di Kursk per contribuire a respingere la controffensiva durata mesi delle forze di Kyiv.

Pyongyang e Mosca hanno firmato nel 2024 un trattato di difesa che prevede assistenza militare nel caso in cui uno dei due Paesi venga attaccato. Nello stesso anno, la Corea del Nord ha inviato migliaia di soldati in Russia a sostegno della guerra contro l’Ucraina. Sono stati schierati nella regione occidentale di Kursk per contribuire a respingere la controffensiva delle forze di Kyiv, durata diversi mesi. Anche diversi alti funzionari russi hanno di recente visitato la Corea del Nord.

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