K metro 0 – Beirut – Israele occupa quasi metà del territorio a sud del Litani, il fiume situato a 30 chilometri dopo il confine con il Libano. È quanto ha denunciato il primo ministro libanese Nawaf Salam durante un’intervista all’emittente panaraba “Al Arabiya”. Il premier libanese ha precisato che “Prima della guerra avevamo
K metro 0 – Beirut – Israele occupa quasi metà del territorio a sud del Litani, il fiume situato a 30 chilometri dopo il confine con il Libano. È quanto ha denunciato il primo ministro libanese Nawaf Salam durante un’intervista all’emittente panaraba “Al Arabiya”.
Il premier libanese ha precisato che “Prima della guerra avevamo ancora cinque aree occupate e stavamo cercando di ottenere il ritiro israeliano con il sostegno arabo e internazionale. Ora Israele controlla 68 villaggi”. Il premier ha sottolineato che “città come Bint Jbeil vengono distrutte. Quando si guardano i filmati dei droni, non si riesce a capire se sono stati girati a Bint Jbeil o a Gaza”.
Salam, ha ribadito la necessità dei negoziati diretti con Israele, guidati dal presidente Joseph Aoun, “in conformità con la Costituzione”, nonostante le critiche del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. “Restiamo impegnati nella necessità di un ritiro completo di Israele da tutti i territori libanesi secondo un calendario preciso e chiari accordi di sicurezza”, ha affermato. Il leader ha insistito sul fatto che il Libano è aperto a discutere un accordo di pace, ma nel quadro più ampio dell’Iniziativa di pace araba del 2002, che subordina la normalizzazione delle relazioni tra i Paesi arabi e Israele alla creazione di uno Stato palestinese entro i confini del 1967.
Nawaf Salam, ha visitato ieri Damasco, dove ha incontrato il presidente siriano, Ahmed al Sharaa. È stata la prima visita di alto livello in Siria di un esponente del governo di Beirut dopo oltre un anno. “È stata raggiunta l’intesa di accelerare l’istituzione di un Consiglio d’affari libano-siriano congiunto, il cui primo incontro si terrà a Damasco nelle prossime settimane”, ha annunciato il premier Salam.
Intanto, il presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha incontrato l’ambasciatore statunitense a Beirut, Michel Issa. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale libanese “Nna”, precisando che le parti hanno discusso degli ultimi sviluppi relativi al terzo incontro tra i rappresentanti di Beirut e Tel Aviv che si terrà questa settimana a Washington. In questo contesto, Aoun ha sottolineato “la necessità di fare pressione su Israele affinché cessi gli attacchi, le operazioni militari e la demolizione delle case”.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri libanese, Youssef Raggi, è arrivato in Italia per una visita di quattro giorni che include tappe a Roma e al Vaticano. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa libanese “Nna”, Raggi incontrerà il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, e il ministro italiano degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani. In base a quanto appreso da “Agenzia Nova”, il ministro libanese incontrerà Parolin domani e Tajani mercoledì. Nel corso della visita, sono previsti colloqui sul continuo supporto militare italiano alle Forze armate libanesi (Laf) e sul contributo dell’Italia alla Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil). Inoltre, si legge su “Nna”, “entrambe le parti potrebbero valutare la disponibilità dell’Italia a sostenere eventuali proposte libanesi volte a integrare o potenzialmente sostituire il ruolo dell’Unifil nel mantenimento della stabilità a sud del fiume Litani”.
La visita del ministro libanese si svolge in un momento di forti tensioni tra Libano e Israele. Nonostante la tregua in vigore dal 17 aprile. La visita alla Santa Sede è importante per le istituzioni libanesi, dato il ruolo diplomatico del Vaticano, discreto ma attivo nel sostenere e promuovere il Libano come modello di dignità umana, libertà e convivenza interreligiosa”.













