Iran, attacco Usa nel Sud del paese, colpito sito di missili e navi

Iran, attacco Usa nel Sud del paese, colpito sito di missili e navi

K metro 0 – Teheran – La tensione torna a salire tra Stati Uniti e Iran. Gli Usa attaccano siti missilistici e imbarcazioni che tentavano di posizionare mine. Teheran replica minacciando azioni contro le basi americane nella regione, in un quadro che rischia di compromettere i negoziati per porre fine alla guerra. Gli attacchi, ha reso

K metro 0 – Teheran – La tensione torna a salire tra Stati Uniti e Iran. Gli Usa attaccano siti missilistici e imbarcazioni che tentavano di posizionare mine. Teheran replica minacciando azioni contro le basi americane nella regione, in un quadro che rischia di compromettere i negoziati per porre fine alla guerra. Gli attacchi, ha reso noto il Comando centrale americano, sono stati effettuati per “autodifesa” e sono stati concepiti “per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”.

Il portavoce del Comando centrale, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che le forze armate statunitensi “continuano a difendere le proprie truppe, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso” tra i due Paesi. L’Iran non ha ancora risposto all’attacco statunitense. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, aveva precedentemente affermato che, sebbene fossero stati compiuti alcuni progressi nei colloqui per porre fine alla guerra, un accordo “non è imminente”. Non è chiaro quale impatto gli attacchi avranno su un eventuale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.

Lo Stretto di Hormuz deve essere aperto, “in un modo o nell’altro”, ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio riferendosi agli attacchi Usa. “Gli stretti devono essere aperti, lo saranno in un modo o nell’altro, quindi devono essere aperti”, ha detto ai giornalisti a bordo del suo aereo a Jaipur, in India, aggiungendo che la definizione dei termini dell’accordo con l’Iran potrebbe richiedere “alcuni giorni”.

Ma un accordo è ancora possibile secondo Rubio il quale ha fatto riferimento ai colloqui di oggi tra il principale negoziatore e ministro degli Esteri iraniano e il primo ministro del Qatar. “Vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che in atto un ampio scambio di opinioni su alcuni punti specifici del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni”, ha detto Rubio ai giornalisti durante una visita ufficiale in India, aggiungendo che il presidente Donald Trump ha “espresso il desiderio di realizzarlo”.

E mentre andava in scena l’attacco, il presidente Usa Donald Trump su Truth si esprimeva sull’uranio in possesso dell’Iran, uno dei nodi dei negoziati per porre fine alla guerra. Teheran dispone di circa 440 chili di materiale arricchito al 60%: con pochi altri procedimenti relativamente semplici, l’uranio potrebbe raggiungere la soglia di arricchimento necessaria per la produzione di armi atomiche.

Dal canto loro i diplomatici iraniani che rappresentano Teheran nel difficile negoziato per un accordo con gli Stati Uniti “devono negoziare da una posizione di forza”. Ha scritto così nelle ultime ore su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. “Il vincitore indiscusso della guerra è stata e rimane la coraggiosa Nazione iraniana – ha aggiunto nel messaggio – Cedimenti di fronte al nemico non fanno che renderlo più feroce e aggravare i nostri problemi. Per favore, non insabbiate le linee rosse”.

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