K metro 0 – Belfast – La città di Belfast torna a fare notizia, avendo vissuto una notte di violenti disordini e paura. Decine di manifestanti anti-immigrazione hanno dato fuoco a cassonetti della spazzatura, macchine, autobus e abitazioni. La rabbia è esplosa in seguito al tentato omicidio di lunedì, quando un trentenne sudanese ha accoltellato
K metro 0 – Belfast – La città di Belfast torna a fare notizia, avendo vissuto una notte di violenti disordini e paura. Decine di manifestanti anti-immigrazione hanno dato fuoco a cassonetti della spazzatura, macchine, autobus e abitazioni. La rabbia è esplosa in seguito al tentato omicidio di lunedì, quando un trentenne sudanese ha accoltellato un uomo.
Le violenze sono iniziate quando alcuni dimostranti con il volto coperto hanno cominciato a incendiare veicoli e case per le vie della capitale nordirlandese, arrivando a scontrarsi con la polizia. Nella notte, i vigili del fuoco sono intervenuti ben 62 volte per spengere le fiamme di quello che è stato definito un vero e proprio “pogrom” contro gli stranieri, in particolare contro famiglie di origine africana. Proteste della stessa matrice si sono registrate ieri sera anche nelle città scozzesi di Glasgow, Edimburgo, Ayr e Aberdeen.
Il cittadino sudanese accusato del tentato omicidio di lunedì dovrebbe comparire oggi in tribunale. Al momento, sembra esclusa la matrice terroristica. L’aggressione, avvenuta in serata in una zona a nord di Belfast, ha causato gravi lesioni agli occhi di un uomo di circa 40 anni. L’aggressore aveva presentato domanda di asilo politico a Belfast nel 2023, dopo essere entrato nel Regno Unito via Dublino, e disponeva di un permesso di soggiorno valido fino al 2028.
“Le scene di disordine a cui abbiamo assistito questa sera in alcune zone dell’Irlanda del Nord non fanno altro che danneggiare le comunità e mettere a rischio vite innocenti”, ha dichiarato Hilary Benn, Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord. “Non c’è alcuna giustificazione per questo tipo di distruzione e di violenza”. Il Primo ministro nordirlandese Michelle O’Neill ha definito i responsabili degli incendi “teppisti”, “delinquenti” e “codardi disgustosi”, mentre il premier britannico Keir Starmer ha descritto la rivolta di Belfast come “ripugnante” e “orribile”.
A suscitare forte scalpore ma non sorpresa, mettendo il dito nella piaga, è stato anche l’intervento a favore dei rivoltosi da parte di Elon Musk. Il patron di Tesla ha condiviso su X un post dell’estremista di destra Tommy Robinson, aggiungendo il commento: “Solo protestando ripetutamente e a gran voce ci potrà essere un cambiamento!”. Ieri sera si è tenuto inoltre un sit-in organizzato dallo stesso Robinson davanti alla sede del Parlamento a Londra per protestare contro l’immigrazione.
La notizia dell’accoltellamento di Belfast, ha immediatamente infiammato il dibattito politico sull’immigrazione, ricollegandosi al caso di Henry Nowak, il diciottenne ucciso a coltellate a Southampton da un cittadino britannico di origine indiana. Già un anno fa si erano verificati altri disordini anti-migranti in Irlanda del Nord, sfociati in una sorta di caccia all’uomo contro la comunità rumena in seguito all’arresto di due adolescenti di origine straniera accusati del tentato stupro di una ragazza. In ogni caso, questo si conferma un periodo di profonde insicurezze e tensioni per tutto il Regno Unito.













