K metro 0 – Madrid – Il futuro bilancio dell’Unione europea si avvia a essere uno dei dossier più complessi e delicati dei prossimi mesi. In vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha invitato i leader dei Ventisette a concentrarsi sui nodi che ancora impediscono
K metro 0 – Madrid – Il futuro bilancio dell’Unione europea si avvia a essere uno dei dossier più complessi e delicati dei prossimi mesi. In vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha invitato i leader dei Ventisette a concentrarsi sui nodi che ancora impediscono un’intesa, a partire dalla questione delle nuove entrate comunitarie.
Nella lettera di convocazione inviata ai capi di Stato e di governo, Costa sottolinea la necessità di accelerare il confronto per arrivare a un accordo entro la fine dell’anno sul nuovo quadro finanziario pluriennale, il piano che definirà le risorse dell’Unione per i prossimi sette anni. Al centro della discussione ci saranno le cosiddette “risorse proprie”, considerate da Bruxelles essenziali per sostenere le nuove priorità dell’UE senza gravare esclusivamente sui contributi versati dai singoli Stati membri.
La proposta elaborata dalla Commissione europea per il periodo 2028-2034 sfiora i 2.000 miliardi di euro e prevede l’introduzione di nuove fonti di finanziamento. Tra queste figurano modifiche ai dazi doganali, interventi sulla fiscalità ambientale, una tassa sul tabacco, un contributo legato ai rifiuti elettronici e un prelievo sulle grandi imprese. Secondo le stime dell’esecutivo europeo, il pacchetto potrebbe garantire circa 58 miliardi di euro l’anno.
Il dibattito, tuttavia, resta aperto. Il Parlamento europeo ha sollecitato la Commissione a esaminare ulteriori strumenti di finanziamento, compresa una possibile tassazione dei servizi digitali, del gioco d’azzardo online e di alcune attività collegate alle criptovalute. Misure che, secondo le valutazioni circolate a Bruxelles, potrebbero assicurare entrate aggiuntive comprese tra gli 11 e i 13 miliardi di euro annui.
L’Eurocamera spinge da tempo per un bilancio più robusto, ritenendo indispensabili maggiori risorse per affrontare sfide sempre più impegnative, dalla sicurezza europea alla competitività industriale, passando per la transizione energetica e il sostegno all’Ucraina. Tra le richieste del Parlamento c’è anche quella di evitare che il rimborso del debito contratto con il programma NextGenerationEU finisca per ridurre i fondi destinati alle politiche agricole e alla coesione territoriale.
Le divisioni tra i governi restano evidenti. Parigi continua a sostenere la necessità di nuove entrate fiscali a livello europeo, mentre Berlino, Stoccolma e altri Paesi tradizionalmente rigoristi guardano con scetticismo a un ampliamento della capacità fiscale dell’Unione.
A complicare ulteriormente il negoziato c’è il calendario politico. Nei prossimi anni diversi Stati membri saranno impegnati in importanti appuntamenti elettorali e a Bruxelles c’è il timore che il tema dei contributi al bilancio europeo possa trasformarsi in un argomento di forte scontro interno. Anche per questo Costa punta a imprimere una maggiore velocità ai negoziati, cercando di costruire un terreno comune prima che le campagne elettorali rendano più difficile ogni compromesso.
Dal 1° luglio la presidenza di turno del Consiglio dell’UE passerà all’Irlanda. Il governo di Dublino ha già indicato il bilancio pluriennale tra le priorità del semestre, pur evitando di fissare scadenze precise per la conclusione delle trattative.
Oltre alla questione finanziaria, il vertice di Bruxelles sarà l’occasione per affrontare alcuni dei temi più delicati dell’agenda europea: i rapporti economici con la Cina, il percorso di allargamento dell’Unione, la gestione dei flussi migratori, la situazione in Medio Oriente e il contrasto al traffico internazionale di stupefacenti.
Nel corso dei lavori è previsto anche un intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, che aggiornerà i leader europei sugli sviluppi del conflitto e sulle prospettive della cooperazione tra Kiev e l’Unione.
Quello di metà giugno sarà quindi un passaggio importante non soltanto per definire le dimensioni del prossimo bilancio europeo, ma anche per capire quale modello di integrazione economica e finanziaria i Paesi membri intendano costruire negli anni a venire.
di Sandro Doria













