India: i biocarburanti non piacciono agli automobilisti

India: i biocarburanti non piacciono agli automobilisti

K metro 0 – New Delhi – L’E20, la miscela di benzina con un 20% di biocarburanti, piace poco    agli automobilisti indiani. E ancora meno da quando il governo centrale di Nuova Dehli, spalleggiato dai vertici dell’industria automobilistica, ne ha deciso l’introduzione obbligatoria, provocando crescenti critiche sui social media. Gli automobilisti si chiedono   se i

K metro 0 – New Delhi – L’E20, la miscela di benzina con un 20% di biocarburanti, piace poco    agli automobilisti indiani. E ancora meno da quando il governo centrale di Nuova Dehli, spalleggiato dai vertici dell’industria automobilistica, ne ha deciso l’introduzione obbligatoria, provocando crescenti critiche sui social media.

Gli automobilisti si chiedono   se i veicoli più vecchi, progettati per miscele di etanolo inferiori, possano subire corrosione, usura o un calo delle prestazioni, in un mercato in cui la maggior parte di quelli in circolazione non è ancora progettata per questo tipo di carburante. 

L’India è attualmente il più grande mercato mondiale di veicoli a due ruote e il terzo mercato automobilistico. E sta cercando di ridurre la sua dipendenza dal petrolio importato e di tagliare le emissioni di carbonio.

Ha iniziato a miscelare l’etanolo (ricavato da colture come la canna da zucchero e il mais) con la benzina a metà degli anni 2000 e da allora ne ha costantemente aumentato la percentuale.

Le lamentele sono aumentate, da quando l’India, lo scorso aprile,  ha reso l’E20, il carburante standard in ogni distributore, sostituendo la miscela al 10% per cui sono progettati la maggior parte dei veicoli.

Le lamentele più diffuse riguardano l’usura del motore, la minor efficienza del carburante (ridotta di circa il 3-3,5% a causa del suo minor contenuto energetico) e il calo delle prestazioni.

Molti automobilisti hanno protestato recentemente a Nuova Delhi accusando il governo di aver imposto unilateralmente l’E20, lasciandoli con costi di manutenzione più elevati e poca scelta presso le stazioni di servizio.

Il governo ha replicato che la nuova miscela è stata introdotta dopo test approfonditi e non danneggia i motori. E l’industria automobilistica indiana ha difeso l’obbligo dell’etanolo nonostante le polemiche. Aggiungendo tuttavia che se l’E20 è oggi la miscela di etanolo più elevata testata per i normali veicoli a benzina, qualsiasi passaggio a miscele superiori richiederebbe nuove sperimentazioni.

Maruti Suzuki, il principale produttore di auto del paese, ha dichiarato di aver effettuato la manutenzione su oltre 15 milioni di veicoli più vecchi non conformi all’E20, senza riscontrare alcun guasto legato al carburante

Le case automobilistiche hanno ammesso che l’uso dell’E20 ha comportato una riduzione del 3-3,5% dell’efficienza del carburante a causa del minore contenuto energetico dell’etanolo. Alcune stime, tuttavia, indicano che la reale riduzione dell’efficienza potrebbe essere maggiore, tra il 4% e il 12%.

L’iniziativa del governo sui biocarburanti mira a ridurre la spesa per le importazioni di petrolio, sostenere gli agricoltori e ridurre le emissioni ( l’etanolo brucia in modo più pulito della benzina ed è prodotto a livello nazionale da colture come la canna da zucchero e il mais).

Dal 2024 l’India è il quarto consumatore mondiale di  biocarburanti liquidi, grazie   a una crescita quadrupla dei consumi di etanolo dal 2018, anno di avvio della National Policy on Biofuels.

L’India importa la maggior parte del greggio che consuma e le perturbazioni dei mercati petroliferi globali durante il conflitto con l’Iran hanno rafforzato la necessità di produrre più carburante a livello nazionale. Anche altri paesi asiatici importatori di petrolio, stanno accelerando i piani per espandere la produzione di carburanti con aggiunta di etanolo e i carburanti flessibili (usati in motori progettati per funzionare con diverse percentuali di carburante nello stesso serbatoio).

Il Brasile, spesso citato a modello dai funzionari indiani, ha gradualmente ampliato la sua flotta di veicoli compatibili con l’etanolo. Ma lo ha fatto nell’arco di quattro decenni, prima di imporre miscele con percentuali più elevate.

L’India invece ha accelerato una transizione simile in soli tre anni, passando dal 10% di etanolo nel 2022 a una miscela obbligatoria al 20% entro il 2025, con cinque anni di anticipo rispetto alla tabella di marcia, senza dare ai veicoli il tempo di adattarsi prima di aumentare i livelli di etanolo.

Come riferisce Archana Shukla in una recente inchiesta condotta per la BBC, oltre il 75% dei veicoli sulle strade indiane non è conforme allo standard E20. La BBC ha intervistato diverse officine e meccanici (per auto e moto) di Mumbai. Mentre alcuni hanno affermato di non aver riscontrato problemi finora, altri hanno segnalato casi che, a loro avviso, sarebbero collegati alla miscela di etanolo a percentuale più elevata.

Nell’ultimo anno, un  riparatore di motori di motociclette, ha riscontrato, in diverse moto più vecchie, un accumulo di residui di carburante nei carburatori, che attribuisce all’elevato contenuto di etanolo. I depositi riducono le prestazioni e richiedono una pulizia più frequente, ha affermato, aumentando i costi di manutenzione per i clienti.

Un gestore di un centro di assistenza auto, ha affermato che i clienti segnalano una minore efficienza del carburante, che li costringe a fare rifornimento più spesso. Sebbene l’etanolo sia più economico da produrre, questi risparmi non si sono tradotti in prezzi alla pompa: “Pagano lo stesso prezzo al litro ma percorrono meno chilometri”, ha affermato.

I potenziali rischi dell’etanolo potrebbero non manifestarsi immediatamente.  “Potrebbe verificarsi corrosione nei sistemi di alimentazione dopo 10.000-20.000 km di utilizzo. Ma se si effettua una corretta manutenzione dell’auto, potrebbero non esserci problemi”, sostiene Hormazd Sorabjee, direttore di Autocar India.

L’etanolo attira l’umidità, che nel tempo può separarsi dal carburante e causare corrosione, ha spiegato. Può anche smuovere i vecchi depositi nel motore, a volte ostruendo pompe del carburante e iniettori. Risultato: un’usura più rapida, interventi di manutenzione più frequenti e maggiori sostituzioni di componenti.  

Un sondaggio condotto dalla piattaforma di community online Local Circles su oltre 44.000 persone che hanno acquistato veicoli a benzina prima del 2023 ha rilevato un aumento di coloro che hanno segnalato “un insolito incremento dell’usura o la necessità di riparazioni”.

Allo stato attuale delle cose, tuttavia, non sono disponibili pubblicamente studi scientifici a supporto né delle affermazioni sui danni né delle rassicurazioni del governo e delle case automobilistiche secondo cui test approfonditi non avrebbero riscontrato alcun danno. E questo alimenta la confusione.

“Se si intende imporre questo carburante al pubblico, si dovrebbe essere in grado di dimostrarne la sicurezza”, ha affermato un esperto del settore.

Condividi su:
Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: