K metro 0 – Budapest – La centrale nucleare di Paks, che garantisce quasi la metà della produzione elettrica dell’Ungheria, è stata fermata completamente per la prima volta in 44 anni. La decisione è stata presa a causa del livello record raggiunto dal Danubio, le cui acque vengono utilizzate per il raffreddamento dell’impianto. Lo stop,
K metro 0 – Budapest – La centrale nucleare di Paks, che garantisce quasi la metà della produzione elettrica dell’Ungheria, è stata fermata completamente per la prima volta in 44 anni. La decisione è stata presa a causa del livello record raggiunto dal Danubio, le cui acque vengono utilizzate per il raffreddamento dell’impianto.
Lo stop, che secondo le autorità potrebbe protrarsi per diverse settimane, arriva nel pieno dell’ondata di caldo estremo e della siccità che stanno colpendo gran parte dell’Europa, con gravi ripercussioni sulle risorse idriche, sulla navigazione e sulla produzione di energia.
Per far fronte all’emergenza, il governo ungherese ha introdotto una serie di misure per contenere i consumi elettrici. Le grandi aziende sono state invitate a ridurre volontariamente l’utilizzo di energia nelle ore di maggiore richiesta, tra le 17 e le 22, mentre i treni merci resteranno fermi durante le fasce di picco. Inoltre, i dipendenti pubblici lavoreranno da remoto per i primi tre giorni della prossima settimana, con l’invito rivolto anche alle imprese private ad adottare la stessa soluzione quando possibile.
In aiuto di Budapest è arrivata anche la Slovacchia, che ha offerto supporto alla rete elettrica ungherese grazie alla piena operatività delle proprie centrali nucleari.
Intanto, le previsioni meteo indicano temperature oltre i 40 gradi nei prossimi giorni, con punte che potrebbero raggiungere i 42 gradi, eguagliando il record di caldo registrato nel Paese all’inizio dell’estate.













