Grecia prima in Europa per richieste d’asilo in rapporto alla popolazione, 23 mila nel primo semestre 2026

Grecia prima in Europa per richieste d’asilo in rapporto alla popolazione, 23 mila nel primo semestre 2026

K metro 0 – Atene – Mentre le richieste di asilo sono in calo significativo in Europa, registrando un -17 per cento e livelli mai così bassi dal 2019, la Grecia continua a essere al primo posto per pressione esercitata, in proporzione alla sua popolazione. Nella prima metà del 2026, il Paese ellenico ha registrato

K metro 0 – Atene – Mentre le richieste di asilo sono in calo significativo in Europa, registrando un -17 per cento e livelli mai così bassi dal 2019, la Grecia continua a essere al primo posto per pressione esercitata, in proporzione alla sua popolazione. Nella prima metà del 2026, il Paese ellenico ha registrato circa 23 mila richieste di protezione internazionale, un numero corrispondente al 7 per cento del totale nell’Ue+, ovvero i 27 Stati membri più Norvegia e Svizzera. In termini pro capite, la Grecia si posiziona al primo posto tra i paesi dell’Ue+, con 2.254 domande per milione di abitanti, ovvero circa una domanda ogni 444 abitanti. Cipro segue con 1.732, mentre la media Ue+ è di 710 domande per milione di abitanti. Il rapporto in Grecia è quindi più di tre volte superiore alla media europea. Il dato relativo della Grecia spicca nel contesto della generale de-escalation, come evidenziato dal nuovo rapporto del Servizio europeo per l’asilo.

Nello specifico, da gennaio a giugno, i paesi Ue+ hanno ricevuto circa 332 mila domande, il 17 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Escludendo gli anni della pandemia, si tratta del livello più basso per il primo semestre dal 2019, come evidenziato dal rapporto. Le diminuzioni più significative si sono registrate tra venezuelani e siriani, seguiti da colombiani, ucraini e turchi. Le richieste di asilo presentate da cittadini siriani si sono limitate a circa 11 mila, in calo del 57 per cento in un anno e dell’85 per cento rispetto al primo semestre del 2024. Il Servizio europeo per l’asilo collega chiaramente questo sviluppo al periodo di transizione politica successivo alla caduta del regime di Assad nel dicembre 2024 e ai massicci rimpatri in Siria. Tuttavia, avverte che le esigenze di protezione dei siriani non sono scomparse. Nel frattempo, l’escalation dei conflitti, soprattutto nella prima metà del 2026, in Medio Oriente non ha ancora portato a un aumento delle richieste di asilo in Europa. Secondo l’Agenzia, i grandi spostamenti nella regione rimangono principalmente interni o diretti verso i paesi limitrofi, e includono sia rimpatri che nuovi movimenti di popolazioni già sfollate.

La nazionalità più rappresentata nell’Ue+ è ora quella afghana, con circa 39 mila domande, nonostante un calo del 7 per cento rispetto all’anno precedente. Seguono i venezuelani con 33 mila e i bengalesi con 20 mila, le cui domande sono aumentate del 13 per cento. Nella mappa dei Paesi di accoglienza, la Francia si è classificata al primo posto con circa 69 mila domande, seguita dall’Italia con 66 mila, dalla Spagna con 55 mila e dalla Germania con circa 54 mila. Insieme, questi quattro paesi rappresentano quasi i tre quarti di tutte le domande presentate nell’ambito dell’Ue+. Per quanto riguarda la composizione delle domande presentate in Grecia, il Paese è la seconda destinazione più importante, dopo l’Italia, per i richiedenti provenienti dal Bangladesh, il cui tasso di riconoscimento europeo della protezione internazionale è solo del 2-3 per cento. Per i sudanesi si registra un quadro diverso: il 34 per cento di tutte le domande presentate all’Ue+ sono state registrate in Grecia, seconda solo alla Francia, che ha raccolto il 39 per cento. Si tratta di una nazionalità con un tasso di riconoscimento della protezione internazionale molto più elevato, che si attestava al 65 per cento nella prima metà dell’anno.

I dati vengono inoltre esaminati alla luce dell’entrata in vigore, a partire dal 12 giugno, del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo. Circa il 56 per cento delle domande presentate nella prima metà dell’anno proveniva da cittadini di Paesi considerati sicuri o con un tasso di riconoscimento europeo fino al 20 per cento e che, alle condizioni del nuovo quadro normativo, possono beneficiare di procedure accelerate o frontalieri. Il Servizio europeo per l’asilo, tuttavia, sottolinea che è troppo presto per collegare il calo delle domande al nuovo Patto. Essendo entrato in vigore solo il 12 giugno, i dati relativi al periodo gennaio-giugno riflettono principalmente la situazione precedente all’attuazione del nuovo quadro europeo.

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