Etiopia: tensioni regionali, Ethiopian Airlines sospende i voli verso il Tigrè

Etiopia: tensioni regionali, Ethiopian Airlines sospende i voli verso il Tigrè

K metro 0 – Addis Abeba – La compagnia di bandiera etiope Ethiopian Airlines ha temporaneamente sospeso i voli per Macallè, Axum e Scirè, nella regione del Tigrè, a partire da oggi, 23 settembre, citando la “situazione attuale” nella regione. In una dichiarazione diffusa oggi, la compagnia ha affermato che la sospensione riguarda i voli

K metro 0 – Addis Abeba – La compagnia di bandiera etiope Ethiopian Airlines ha temporaneamente sospeso i voli per Macallè, Axum e Scirè, nella regione del Tigrè, a partire da oggi, 23 settembre, citando la “situazione attuale” nella regione. In una dichiarazione diffusa oggi, la compagnia ha affermato che la sospensione riguarda i voli verso le tre destinazioni e si è scusata con i passeggeri per il disagio. La compagnia aerea ha aggiunto che informerà i clienti non appena i voli riprenderanno. Fonti del settore della sicurezza e aeroportuale hanno riferito al quotidiano “Addis Standard” che le forze del Fronte di liberazione popolare del Tigré (Tplf) hanno “preso il controllo” dell’aeroporto internazionale Alula Aba Nega di Macallè, con dispiegamenti di forze di sicurezza intorno all’aeroporto fin dalle prime ore di mercoledì. Fonti locali e dati sui voli regionali hanno indicato che diversi voli programmati tra Addis Abeba e Macallè sono stati cancellati e nessun aereo è arrivato in città a causa della sospensione.

Il Tplf ha preso il controllo dell’aeroporto di Alula Aba Nega, nella capitale regionale Macallè. Secondo quanto confermato ai media da fonti locale e della sicurezza, i ribelli avrebbero sospeso i voli in partenza e in arrivo e rimandato a casa i dipendenti dello scalo. La notizia è stata confermata da una fonte straniera legata alla sicurezza e di stanza in Etiopia, secondo cui un piccolo contingente di polizia federale presidia l’aeroporto, ma non si hanno notizie sulla loro situazione. Flight Radar, un servizio di monitoraggio del traffico aereo, ha segnalato la cancellazione del volo previsto per questa mattina tra Macallè e la capitale federale, Addis Abeba. La notizia arriva in un contesto di crescente tensione nella regione settentrionale dell’Etiopia, teatro tra il 2020 e il 2022 di una guerra tra il governo federale e il Tplf, partito e movimento armato che ha governato la regione. Domenica scorsa sette gruppi ribelli etiopi hanno annunciato di aver formato un’alleanza per rovesciare il governo federale di Addis Abeba e promuovere un’amministrazione di transizione.

L’Alleanza per la sopravvivenza, com’è stata ribattezzata, riunisce la milizia Fano di etnia amhara, l’Esercito di liberazione oromo (Ola), il Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) e altri quattro gruppi minori. I gruppi accusano il governo del primo ministro Abiy Ahmed di aver causato “guerre, genocidi, distruzioni di massa e povertà assoluta”, sostenendo che l’Etiopia rischi la disintegrazione. Oltre a Oromia, Amhara e Tigrè, la nuova alleanza comprende anche gruppi con sede in altre tre regioni – Ogaden, Afar e Benishangul-Gumuz – che costituiscono la metà dei 12 stati regionali dell’Etiopia. Il gruppo Fano, nella regione di Amhara, ha combattuto al fianco delle forze federali durante la guerra del Tigrè, conclusa nel novembre 2022, tuttavia meno di un anno dopo la fine della guerra si è ribellato al governo federale dando inizio a un’insurrezione armata, dopo essersi rifiutata di deporre le armi. L’Ola è invece considerato fuori legge dal governo etiope dal 2018. L’annuncio della nuova alleanza giunge a distanza di mesi dalle notizie riguardanti una presunta alleanza tra il Tplf e la vicina Eritrea, che durante il conflitto nel Tigrè aveva combattuto al fianco delle forze federali etiopi.

L’Etiopia ha dovuto affrontare anni di conflitto armato in Oromia e Amhara, le regioni più popolose del Paese. Si sono inoltre riaccese le tensioni nella regione settentrionale del Tigrè, dove una guerra civile durata due anni ha causato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati. Un accordo di pace siglato nel novembre 2022 ha posto fine a quella guerra, ma tuttora permangono i timori di un ritorno a un conflitto su vasta scala, con entrambe le parti che si accusano a vicenda di aver violato l’accordo. Il Paese ha tenuto le elezioni generali a giugno e il Partito della prosperità del primo ministro Abiy Ahmed ha mantenuto la sua schiacciante maggioranza parlamentare, nonostante il voto sia stato oscurato da conflitti, accuse di repressione e scarsa partecipazione dei partiti di opposizione. I gruppi ribelli Fano e Ola hanno respinto le elezioni e i loro risultati, mentre la regione del Tigrè e i suoi sei milioni di abitanti sono stati completamente esclusi dal voto.

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