Messico, dubbi sul maxi-sequestro di carburante: rimosso un funzionario della procura

Messico, dubbi sul maxi-sequestro di carburante: rimosso un funzionario della procura

Sotto esame l’operazione da 59 milioni di litri in Guanajuato. Le autorità verificano quanto del carburante sequestrato fosse realmente illegale. K metro 0 – Città del Messico – Si ridimensiona quello che era stato presentato come uno dei maggiori sequestri di carburante illegale nella storia recente del Messico. La procura federale ha rimosso dall’incarico il

Sotto esame l’operazione da 59 milioni di litri in Guanajuato. Le autorità verificano quanto del carburante sequestrato fosse realmente illegale.

K metro 0 – Città del Messico – Si ridimensiona quello che era stato presentato come uno dei maggiori sequestri di carburante illegale nella storia recente del Messico. La procura federale ha rimosso dall’incarico il suo delegato nello Stato di Guanajuato, Juan Francisco Vera Ayala, ora sotto indagine per presunte anomalie nell’operazione che aveva portato al sequestro di circa 59 milioni di litri di carburante.

Il segretario federale alla Sicurezza, Omar García Harfuch, ha confermato che non tutto il combustibile era stato verificato prima dell’annuncio dell’operazione. Le autorità stanno quindi cercando di stabilire quale parte dei 59 milioni di litri abbia effettivamente provenienza illegale.

Il sequestro era stato annunciato il 17 settembre dopo un’operazione in un impianto nella comunità di La Fragua, nel municipio di San José Iturbide, in Guanajuato. Le autorità avevano posto sotto sequestro dieci serbatoi contenenti presunto diesel e benzina, oltre a tre mezzi pesanti, contenitori e documentazione. Già nel comunicato iniziale, tuttavia, veniva precisato che quantità definitiva, natura, provenienza e legalità del prodotto dovevano ancora essere accertate.

L’indagine era iniziata a luglio, dopo il fermo di una persona che, secondo le autorità, stava scaricando diesel da un’autocisterna da 33 mila litri senza riuscire a dimostrarne la tracciabilità. Gli accertamenti successivi avevano condotto gli investigatori fino all’impianto di San José Iturbide.

La struttura è gestita da Grupo Simsa, che ha sostenuto la piena legalità delle proprie attività e dichiarato di aver messo a disposizione degli inquirenti la documentazione necessaria a dimostrare la provenienza del carburante immagazzinato per conto di diversi clienti.

Il caso è ora passato alla procura specializzata nella criminalità organizzata, che sta verificando documenti, proprietà e tracciabilità del combustibile.

La presidente Claudia Sheinbaum ha affermato che l’operazione era stata condotta dalla delegazione della procura federale in Guanajuato. L’indagine dovrà ora chiarire sia le anomalie nella gestione dell’operazione sia quanto del maxi-sequestro possa effettivamente essere classificato come carburante illegale.

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