Turchia: Erdogan, “non riteniamo giusto scegliere tra Occidente e Oriente”

Turchia: Erdogan, “non riteniamo giusto scegliere tra Occidente e Oriente”

K metro 0 – Ankara – La Turchia non ritiene giusto scegliere tra Occidente e Oriente. Lo ha detto il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, in un’intervista alla rivista statunitense “Newsweek”. “Pur consolidando la nostra solida posizione nella Nato, stiamo intensificando la cooperazione nell’Organizzazione degli Stati turcici, assumendo un ruolo attivo nell’Organizzazione della cooperazione

K metro 0 – Ankara – La Turchia non ritiene giusto scegliere tra Occidente e Oriente. Lo ha detto il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, in un’intervista alla rivista statunitense “Newsweek”. “Pur consolidando la nostra solida posizione nella Nato, stiamo intensificando la cooperazione nell’Organizzazione degli Stati turcici, assumendo un ruolo attivo nell’Organizzazione della cooperazione islamica, promuovendo le nostre relazioni con l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, di cui siamo partner di dialogo, e aumentando la nostra efficacia nel G20, nel D-8 e in altre piattaforme multilaterali. Come ultimo esempio, abbiamo elevato la nostra cooperazione con l’Asean al livello di partenariato di dialogo”, ha affermato Erdogan.

Il presidente turco ha inoltre osservato che, attraverso la creazione di nuovi meccanismi di cooperazione basati sul concetto di “responsabilità regionale”, si stanno ulteriormente sviluppando le relazioni tra Paesi, promuovendo così la stabilità e la prosperità e rafforzando le comuni capacità di sicurezza e deterrenza. “L’Accordo di difesa congiunta della Mecca rappresenta l’esempio più eccezionale di questa visione che stiamo attuando”, ha detto Erdogan. Secondo il presidente turco, la posizione “eccezionale” della Turchia tra Oriente e Occidente “richiede naturalmente una politica estera multidimensionale e sfaccettata”. “Consideriamo simultaneamente i nostri interessi nazionali, la stabilità regionale e la pace globale, mantenendo le nostre alleanze di lunga data e instaurando nuove partnership, e riunendo diversi centri di potere attorno allo stesso tavolo quando necessario”, ha spiegato Erdogan. “La direzione della Turchia è chiara: proseguire risolutamente su questa strada come Paese forte che agisce in modo indipendente, consolidando la stabilità nella regione e avendo voce in capitolo e responsabilità nelle questioni globali”, ha aggiunto il presidente turco.

Fidan: sollecita un maggiore coordinamento tra Stati turcici

Intanto, il ministro degli Esteri della Turchia, Hakan Fidan, ha sollecitato un maggiore coordinamento tra gli Stati turcici di fronte alle crescenti sfide globali e regionali. Come riportato dal quotidiano “Daily Sabah”, Fidan ha partecipato a una riunione informale del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione degli Stati turcici (Ots), a margine dell’81ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

L’incontro ha riunito rappresentanti di Turchia, Azerbaigian, Kazakhstan, Kirghizistan e Uzbekistan, nonché gli Stati osservatori Turkmenistan e l’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord. Nel suo intervento, Fidan ha sottolineato l’importanza che gli Stati turcici agiscano con una visione condivisa e mantengano uno stretto coordinamento nel rispondere alle sfide regionali e globali. Il ministro ha inoltre delineato la visione di Ankara per accrescere l’efficacia e la visibilità dell’Ots sulla scena internazionale. Durante la riunione, le parti hanno discusso i preparativi per il 13mo vertice dell’organizzazione, che si terrà ad Ankara il 29 e 30 ottobre. L’incontro ha rappresentato la quarta riunione informale del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ots nel 2026.

In una dichiarazione congiunta adottata al termine delle discussioni, i ministri hanno sottolineato l’importanza di garantire all’Ots lo status di osservatore presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nella dichiarazione è stato inoltre auspicato un rafforzamento del ruolo internazionale dell’organizzazione e un’espansione della sua capacità di stabilire legami istituzionali con attori internazionali e regionali.

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